Ad Menu

venerdì 11 dicembre 2015

Vasco a Roma, qualche considerazione

Il periodo che stiamo vivendo, vascorossianamente parlando, mi ricorda il biennio 1996-97. Allora, per la prima (e unica) volta la carriera di Vasco - si parla da un punto di vista commerciale - sembrò conoscere una leggera flessione. Rossi ne uscì alla grande inventandosi la prima Imola ed aprendo di fatto la fase più trionfale - sempre sotto il profilo dei numeri - della sua storia.

Una fase che, a ben vedere, continua tutt'oggi. Eppure, negli ultimi dodici mesi, qualche scricchiolio si è sentito. Disco e tour sono andati bene, anche molto bene, ma forse un gradino al di sotto delle aspettative. Sono innocente ha venduto 250 mila copie in due mesi, ma poi ne ha impiegati altri dieci per raggiungere le 300 mila. I concerti della scorsa estate hanno fatto registrare i consueti pienoni, ma anche qualche insolito vuoto, soprattutto in occasione delle seconde date.

Forse per questo motivo, in molti, si attendevano un annuncio in grado di sparigliare le carte. Poteva essere il mega evento di cui molto (si può dire oggi a sproposito) si è vociferato in questi mesi; oppure - fantasie che volano libere - un micro evento, che per una volta facesse passare in secondo piano il business, per restituire il primo posto alla musica. Pensate che bello trovarsi fra le mani un comunicato che non parli di "tour dei record e dei topless", ma di un concerto straordinariamente bello, tutto dedicato alla splendida musica che Vasco ha saputo regalarci in quasi 40 anni di carriera. Un evento senza area vip, magari nemmeno il più potente del mondo. Semplicemente finalizzato ad esaltare le emozioni di un'avventura musicale unica ed irripetibile.

La scelta, invece, è stata conservativa. Nel 2015 Roma è saltata ed eccola arrivare nel 2016. Due concerti - 22 e 23 giugno, in mezzo alla settimana - che poi magari diventeranno tre o quattro. Ed è incredibile pensare che Vasco possa riempire per due sere di fila l'Olimpico, ma è ancora più incredibile riconoscere che questo non fa più notizia. L'evento, di fatto, non c'è.

Da lunedì, e per due giorni, i biglietti li potranno compare solo gli iscritti al fan club ed i titolari di American Express (accidenti). Da mercoledì partirà la vendita per tutti. Poi inizierà l'attesa per capire se verranno aggiunte altre date. A giugno, la sfida per Vasco e per chi per lui lavora, non sarà tanto quella di convincere chi ha comprato il biglietto di aver speso bene i propri soldi, quanto di instillare il dubbio in chi il biglietto non l'ha acquistato di aver commesso un grave errore. In altre parole, dovranno costruire uno spettacolo in grado di creare quell'evento che le due date di Roma, in sé, non rappresentano. A noi, non resta che attendere. In fondo, giugno non è poi così lontano.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

0 Comments: