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mercoledì 4 novembre 2015

Sono innocente un anno dopo

Usciva esattamente un anno fa, era il 4 novembre 2014, Sono innocente, l'ultimo disco di Vasco. Dodici mesi dopo forse si può tracciare un bilancio di quello che è stato uno degli album più controversi dell'intero percorso artistico di Rossi. Un disco che da subito ha diviso i fan. Da una parte un'ampia fanbase ha gridato al capolavoro o comunque ha dimostrato di apprezzare molto; dall'altra non sono mancate le voci critiche di chi invece ritiene Sono innocente un episodio minore nella discografia di Vasco.

Chi ama il disco loda il coraggio di Vasco di rinnovarsi dopo quasi quarant'anni di carriera; chi non lo apprezza critica una svolta heavy tardiva e non necessaria e, in alcune canzoni, una deriva verso un pop che, per sonorità e contenuti, appare lontano da quella che è la storia del Blasco.

Fin qui le opinioni, tutte ovviamente rispettabili. Poi ci sono i numeri, e quelli sono oggettivi. Sono innocente ha superato il traguardo delle 300 mila copie vendute, ha conquistato sei dischi di platino ed è stato il disco più venduto del 2014. Un successo, senza ombra di dubbio. Certo, rispetto agli anni d'oro, 300 mila copie possono sembrare poche, ma non si può ignorare la crisi del mercato discografico, capace in pochi anni di uccidere il settore. Vasco resta uno dei pochi artisti che continua a vendere, sia pure su livelli inferiori rispetto al passato.

Piuttosto può essere interessante analizzare come si è arrivati a queste 300 mila copie. Il disco è balzato subito al primo posto in classifica, dove peraltro è rimasto una sola settimana. In due mesi ha conquistato il quinto platino, il che significa che nei successivi dieci ha venduto poco più di 50 mila copie. In soldoni, si può dire che quello che doveva vendere l'ha venduto tutto o quasi di botto. I fan ovviamente hanno subito acquistato la loro copia ed il periodo natalizio ha portato probabilmente altri acquirenti. E' mancato invece l'acquisto occasionale, quello di chi si porta a casa il disco, pur senza essere fan, mesi dopo l'uscita, conquistato dalle canzoni nel frattempo ascoltate. L'airplay radiofonico non eccezionale di tutti i singoli che si sono succeduti in questi mesi sembra testimoniare la tesi di un disco che ha faticato a fare breccia al di fuori dello zoccolo duro dei fan.

Conseguente è il discorso relativo al tour della scorsa estate. Un tour che ha fatto registrare i soliti numeri da capogiro, ma anche alcuni vuoti piuttosto inediti sugli spalti in occasione delle seconde date. Quando usciranno, i numeri della Siae certificheranno la reale portata del successo del tour.

Da queste considerazioni si può partire per interrogarsi su cosa ci riserverà il futuro. Vasco ha più volte dichiarato che avrebbe voluto allontanarsi dalla "forma disco" tradizionale per fare uscire le sue canzoni quando ne avvertiva l'urgenza. Sappiamo per certo che ha in canna ancora alcuni colpi importanti e non possiamo che auspicare di ascoltare al più presto qualche capolavoro capace di mettere tutti d'accordo.

Nello stesso tempo, se da un lato la voglia di vedere concerti è intatta, dall'altro non si può non sottolineare come Vasco sia ininterrottamente in tour da quasi dieci anni. L'ultimo vero anno di pausa risale al 2006, un'altra epoca. Perfino nel disgraziato 2012, l'anno che più ha fatto tremare i fan, Rossi riuscì a fare un concerto, quello del Cromie.

Per il 2016 si rincorrono le voci, al momento tutte senza alcuna certezza. Non ci resta che aspettare quelle che saranno le decisioni di Vasco e del suo staff. In fondo le opzioni non sono molte: tour, pausa, grande evento, ritorno in location più piccole. La scelta dipenderà con ogni probabilità dalla voglia di rinnovarsi di Rossi. Ci sono strade già battute ed altre da esplorare. Noi, restiamo qui curiosi ad aspettare.

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