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domenica 28 giugno 2015

Di ritorno da Torino, concerto spettacolare

Dopo Firenze, Torino. E per quest'anno il mio tour a seguito di Vasco si direbbe finito. Se a Firenze mi era piaciuta soprattutto la seconda parte del concerto, ieri ho vissuto decisamente di più anche la prima. Merito forse di un pubblico più caldo o di una migliore posizione o di un Vasco più carico, chissà.

A proposito di Vasco: chi segue questo blog sa che se del caso non ho mai lesinato critiche. Ma sul palco ci sta sempre alla grandissima, numero uno senza discussioni. E pazienza se ieri sera ha sbagliato Siamo solo noi, che è una di quelle che proprio non si dovrebbero sbagliare. In due ore e mezza un errore ci sta pure. E grande anche la band, davvero uno spettacolo.

Capitolo scaletta: c'è molto del nuovo disco nella prima parte e questo un po' frena il decollo del concerto; nella seconda parte però Quante volte e Come vorrei ci stanno alla grande. Certo un po' più di fantasia non avrebbe fatto male, ma c'è comunque anche del buono. La noia, ad esempio, meravigliosa (anche se il solo di sax non andava tagliato), e Gli angeli. Certo fa riflettere il mutismo del pubblico su Nessun pericolo per te e l'esplosione su E... Ma questo è, che ci vogliamo fare. Finale classico, con Vita spericolata mozzata (accidenti) e l'accenno di Canzone prima di Albachiara.

Tutto bene, dunque, con un'unica nota stonata. Riservare l'area fra le passerelle ad ospiti e vincitori di concorsi vari è una cosa vergognosa. Con quello che costano i biglietti, fra l'altro, non si può relegare chi magari ha passato la notte fuori dallo stadio a venti metri dal palco. Spero davvero che una situazione simile in futuro non si ripeta mai più.

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