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giovedì 6 novembre 2014

“Sono innocente”, ma fino ad un certo punto. Diamo i voti

Il problema di “Sono innocente” non è la qualità delle singole canzoni. Non è nemmeno il fatto che dentro ci siano cose bruttine, per non dire esplicitamente brutte. Ci si potrebbe anche passare sopra. Il problema di questo disco è che non c’è qualcosa di veramente bello. Ci sono canzoni passabili, carine, in qualche caso buone. Ma manca il “pezzone”, quello che da solo tira su il disco. Anche gli album meno riusciti avevano dentro uno o due pezzi che, già al primo ascolto, ti facevano dire: “Ok, questo è Vasco, questa la ascolteremo ancora fra vent’anni, questa sì che è una bella canzone”. Rispetto chi la pensa diversamente da me, ma in “Sono innocente” io una canzone così non la trovo. Il dispiacere aumenta sapendo per certo che Vasco ha nel cassetto almeno un paio di pezzi che sono nettamente meglio di tutto quello che c’è in questo disco. Il motivo per cui non siano finiti nell’album è un glorioso mistero destinato a rimanere tale per chissà quanto tempo.  

Sono innocente ma… - Voto 6/7 – Il cd inizia bene, con la canzone che dà il titolo all’album. Un pezzo che cresce ascolto dopo ascolto e che mantiene la promessa (o la minaccia) di una svolta heavy riff oriented. Tralasciando il pollo e Rocky, il testo è azzeccato, Vasco se lo è cucito addosso alla perfezione e la musica lo asseconda bene. Dal vivo avrà una buona resa e fra qualche settimana, chissà, il voto potrebbe essere anche un po’ più alto.  

Duro incontro – Voto 5,5 – Si prosegue sempre all’insegna del rock, ma con una canzone inferiore alla precedente. L’idea di un traumatico risveglio, che sembra raccontare il giorno dopo rispetto a quello della “festa del paese”, non è male. Il problema è che la musica non va a parare da nessuna parte e l’arrangiamento non aiuta. Forse dal vivo non sarà malaccio, ma su disco scivola via abbastanza anonima.  

Come vorrei – Voto 6,5 – Arriva la ballad e dopo aver ascoltato l’intero disco si capisce perché questa sia la canzone scelta come singolo. In effetti è una delle cose migliori dell’album. Non posso che ripetere quanto già scritto qualche giorno fa: arrangiamento pop per una musica comunque bella, testo così così. Si fa ascoltare via.  

Guai – Voto 6+ - Altra canzone che riascoltandola guadagna qualcosa e che in futuro potrei anche valutare con più generosità. Il testo è semplice ma non brutto, musicalmente la strofa mi piace più del ritornello. Da assimilare nel tempo per darne un giudizio definitivo.  

Lo vedi – Voto 6,5 – Ma sì, ero incerto fra un + o uno ,5… Diamo ‘sto mezzo punto e buonanotte. Anche se l’inizio mi ricorda tanto la sigla dei telefilm di Batman degli anni sessanta… Però il rock a suo modo è onesto, senza tanti fronzoli, la chitarra di Pastano mi piace (se ci fosse un Braido dal vivo qua spaccherebbe tutto…), il ritornello nella sua semplicità funziona bene. Si dia il via alle scommesse: sarà la canzone d’apertura dei concerti?

Aspettami – Voto 5,5 – Canzone piuttosto anonima, che mi ricorda vagamente Senorita. Qualche idea qua e là rovinata da un brutto arrangiamento, soprattutto nella parte iniziale. La coppa di gelato non si può proprio sentire.  

Dannate nuvole – Voto 6,5 – Non ho mai amato particolarmente questa canzone, ma nel disco fa la sua più che discreta figura. Resta un po’ la sensazione di un pezzo scritto a tavolino in pieno “stile Vasco”, ma comunque la canzone c’è, niente da dire.  

Il blues della chitarra sola – Voto 5,5 – Siamo tutti d’accordo che è un divertissement? E allora per la miseria, ma lasciate l’arrangiamento basico della demo! Ma che senso ha l’arrangiamento di tutta la prima parte? Ma perché rovinare quello che poteva essere un esperimento a suo modo simpatico? Magari senza troppe pretese, ma alla fine simpatico! D’istinto il voto era un 5 pieno, poi ho messo mezzo punto in più perché alla fine la canzone mi strappa un sorriso. Però davvero, che peccato!  

Accidenti come sei bella – Voto 4 – Canzone che mette a dura prova la mia anima notoriamente moderata. D’impulso una pensa: “Ma ridatemi indietro i soldi del cd”. Una roba che nemmeno gli Zero Assoluto… Vasco, se mai leggerai queste righe: ma come hai fatto a cantare una cosa così? Giuro che se esce come singolo straccio la tessera del fan club. Preferisco non scrivere altro, andiamo avanti.  

Quante volte – Voto 7 – A mio modesto parere, la canzone più bella del disco. Certo che siamo rimasti tutti fregati, dopo che si era diffusa la voce che questa fosse “Se ti potessi dire”. Chissà quante risate si sono fatte Vasco e soci alle nostre spalle. Tornando alla canzone, potenzialmente era il “pezzone” di cui si diceva all’inizio. Ma alla fine qualcosa manca. Soprattutto credo a livello di arrangiamento. Quanto ci sarebbe stato bene un bell’assolo finale? Quanto avrebbe, se azzeccato, arricchito tutto l’insieme? Resta comunque una bella canzone, sia chiaro. La migliore, lo ripeto, secondo me.  

Cambia-menti – Voto 6+ - C’è poco da dire, visto che la conoscevamo già da tempo. A me questa canzone è simpatica e non cambio idea. Detto ciò, i capolavori di Vasco sono un’altra cosa.  

Rock Star – Voto s.v. – Non ce la faccio a dare un voto a quello che è l’interludio (o meglio una parte di esso) dell’ultimo tour. Mi sfugge, a dirla tutta, il senso di inserirlo nel cd. Non dico che la musica sia brutta, ma nel contesto non c’entra nulla.  

L’uomo più semplice – Voto 6+ - Vale un po’ il discorso fatto per Cambia-menti, visto che la canzone è conosciuta da più di un anno ormai. Preferivo l’arrangiamento originale, ma comunque il pezzo continua a non dispiacermi.  

L’ape regina – Voto 6,5 – Chi cita Branduardi (lo stesso Vasco), chi dice che ricorda un po’ De André. Comunque la pensiate, era una delle cose che più temevo di questo disco. Perché si aveva già un’idea di cosa fosse. Ed invece, a sorpresa, la canzone è carina. Sarebbe stata bene in “Canzoni per me”. L’esperimento non sarà entusiasmante, ma è riuscito.  

Marta piange ancora – Voto 6,5 – Il fatto che una canzone che Vasco ha da chissà quanto nel cassetto risulti fra le migliori del disco la dice lunga su tante cose. Comunque, promuoviamo Marta e perfino i coretti che tanto sembrano piacere al buon Principini. In questo caso ci stanno bene.

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13 Comments:

Clara Ascione said...

Scusami vorrei sapere se ti è possibile rispondermi, come hai fatto ad ottenere il pulsante di votazione per okno sotto al post: visto che questo tipo di pulsante non è incluso nella pagina dei tool di ok, ma invece potrebbe essere l'unico veramente utile sia al blogger che ad ok, se mi fai capire o mi passi l'html a me piacerebbe usarlo. Grazie :)

Andrea Marchini said...

Ciao Marco,seguo sempre il tuo blog...hai già sentito questo video? Vasco rossi se potessi raccontarti: http://youtu.be/71qZpaS3IT8
potrebbe essere la ormai leggendaria Se ti potessi dire? Tra un po' diventerà come Carnival of lights dei Beatles, il loro inedito nascosto più famoso...sanno tutti che esiste, ma nessuno l'ha mai sentita...

Marco Pagliettini said...

Andrea, sì, è la famosa Se ti potessi dire.

Andrea e Clara, contattatemi entrambi via mail: marco.pagliettini@tiscali.it

Clara, c'è una stringa per inserire la cosa di oknotizie, ma se la copio qua poi non mi fa postare il commento. Scrivimi e te la mando via mail.

Anonimo said...

Ciao Marco, leggo sempre il tuo blog (anche se da anni non commento più) perché mi trovo spesso vicino alle tue posizioni di buon senso sul mondo vasco, pur essendo - come te - un fan sfegatato.
Condivido la tua analisi generale sul disco. In primis la scandalosa assenza di Se ti potessi dire, che avrebbe svettato.
Io sospendo il giudizio sul capolavoro perché Quante volte, ascoltata nel momento giusto, spacca. Anche perché scusa, nei due album precedenti che cosa hai sentito di NETTAMENTE migliore di questa canzone?
Complessivamente credo si tratti di uno degli album meno riusciti di Vasco perché troppo eterogeneo. E a mio giudizio, escludendo le bonus tracks, raggiunge la sufficienza solo grazie ai tre singoli che già conoscevamo. Perché delle nove canzoni nuove per me solo quattro hanno la sufficienza piena (sono innocente ma 7, come vorrei 7,5, blues della chitarra sola 8, quante volte 8.5 forse in futuro 9). Ecco le note dolenti: duro incontro 5.5, guai 5, lo vedi 4,5, aspettami 5,5, accidenti...a lui 2. Sì, due. Quest'ultima è la cosa peggiore di un'intera carriera e condanna (altro che sono innocente) l'intero disco. Che appunto strappa una sufficienza tirata perché è troppo troppo vario. Vuoi fare il metal? Vuoi fare le ballad? Vuoi fare i divertissement? Oppure i lenti elettronici? Vuoi la svolta o rispetti l'ortodossia? Nel disco alla fine non si capisce, nei testi come soprattutto negli arrangiamenti, che cosa prevalga. C'è tutto. Tutto meno il capolavoro Se ti potessi dire. Insomma, anche se come hai visto dissento da te su quante volte e soprattutto sul blues, direi che siamo in linea, ci siamo capiti.
E chissà perché ho anch'io il terrore che "accidenti" venga usata come singolo poiché penso che l'uomo sia malconsigliato da anni (pensa a certi singoli del passato come gioca con me e a certi non-singoli come vivere o niente - uscì solo a fine 2012 - o prendi la strada, mai sentita neppure live).
E poi basta con la stampa genuflessa (la detesto quanto le critiche gratuite)....da più parti ho letto che "accidenti" è una "ballata stile vasco"...ma dove?!?!?!?!? A presto Simone

Marco Pagliettini said...

Per Simone.
Quante volte è una bella canzone, secondo me la migliore del disco. Però non la trovo un capolavoro. Ovviamente si tratta di gusti personali. Nei due album precedenti erano meglio di questa "Il mondo che vorrei" (per me la più bella canzone di Vasco anni 2000), "Vivere non è facile" e "Vivere o niente". Ciao, continua a seguirci e se ne hai voglia commenta!

Anonimo said...

Caro Marco, se sei ancora in tempo e se hai intenzione di mettere il mio lungo post di stanotte posso chiederti di modificare il volto su lo vedi a 5,5? Avevo scritto 4,5 ma è un refuso
Grazie ciao ciao
Simone

Marco Masserini said...

Mi piacerebbe rivedere la tua recensione adesso dopo un po' di giorni di ascolto.

Marco Pagliettini said...

Marco, direi che confermo la recensione. Vorrei dire che dopo aver ascoltato e riascoltato il disco lo trovo migliore, ma non è così. Le sensazioni sono sempre le stesse, mi spiace.

Andrea Marchini said...

secondo me il disco paga un po' il fatto che un quarto delle canzoni fossero già conosciute...poi mi piace ascoltarlo con le canzoni random...perché l'impressione principale che ho, ascoltandole in sequenza, è che manchi di compattezza, coerenza, cosa che invece altri dischi avevano di più.

Carlotta Dafne Giglioli said...

No ma scusate... ieri ho sentito un cantante e pensavo fosse Vasco... poi per radio hanno detto il nome e ho scoperto che si tratta di un ex parlamentare che si è messo a fare musica. Ma sapete cosa mi ha sorpresa??? Il titolo dell'album: SIAMO TUTTI ASSOLTI!!!

https://itunes.apple.com/it/artist/tiziano-motti/id485672023

Marco Pagliettini said...

Carlotta, grazie per la segnalazione!!! Mi hai fatto scoprire un mondo meraviglioso!! Raccolgo un po' di materiale e nei prossimi giorni ci faccio un post!!

Anonimo said...

SC"sono innocente" e "siamo tutti assolti" vasco e tiziano...

sono bravi e belli!!

http://video.corriere.it/tiziano-motti-eurodeputato-rocker-canta-come-vasco/d6c73e72-ab89-11e3-a415-108350ae7b5e

Fabio said...

Anch'io sono un fan di Vasco da sempre(ho tutti gli album e sono stato a innumerevoli concerti). Sono d'accordo sulla valutazione generale sull'album, che è mediocre, ma non sulle singole canzoni. In generale è un suono iperprodotto, troppo elaborato, senza che questa elaborazione formale si traduca in qualcosa di artisticamente riuscito. Gli arrangiamenti pseudo-metal sono troppo lontani dai suoni rock del Vasco classico, ma anche di quello del decennio 2000. In particolare la title track la trovo inascoltabile, come anche "Lo vedi" uno dei brani più brutti mai sentiti da Vasco),mentre Duro incontro, che musicalmente ha un arrangiamento simile,almeno ha un testo più ispirato che ricorda un po' la situazione di "Sono ancora in coma" oltre trent'anni dopo. Nelle ballad invece c'è un suono electro-pop che anche questo è tutto fuorché Vasco. Non mi piace nemmeno Come vorrei. Le cose migliori per me sono sì Quante volte, ma soprattutto Guai, che ha una bella strofa e un gran bel ritornello, in assoluto la migliore,e Aspettami. Non sarei nemmeno così duro con Accidenti come sei bella, che ha sì un testo paraculeggiante sulla falsariga di Senorita e Colpa del whisky ma è molto meglio della media del disco. Secondo me il problema è generale: io farei scrivere tutto a Tullio Ferro e arrangiare tutto da Celso Valli (salutando Elmi), che ha prodotto, lo ricordo, Canzoni per me che aveva dei suoni eccezionali.