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venerdì 28 novembre 2014

Vasco Foto Live, una mostra in arrivo a Torino

Per ora esiste un sito internet: vascofotolive.it. I dettagli restano solo sullo sfondo, date e orari sono “in via di definizione”. Il progetto di questa Vasco Foto Live però sembra interessante.

La mostra dovrebbe tenersi a Torino, al Palazzo Esposizioni, dal 13 dicembre al 18 gennaio. Questa la descrizione: “Un percorso iconografico delle tappe più importanti della carriera di Vasco, dagli esordi fino al nuovo album; oltre 300 scatti d’autore, immagini tra le più famose e rappresentative si alterneranno a quelle più rare o inedite, svelando anche il dietro le quinte dei suoi show. Una immagine in 3D anaglifo, riprodotta a dimensione naturale, consentirà allo spettatore quasi di partecipare al concerto, di sentire e condividere le emozioni come se si trovasse sotto il palco, per un'esperienza sensoriale unica”.

Non resta che aspettare dunque per avere maggiori informazioni.

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venerdì 14 novembre 2014

Tour 2015, ecco le date

Il sito di Live Nation ha pubblicato le date del tour 2015 di Vasco. Le prevendite apriranno alle 11 di mercoledì 19 novembre.

Di seguito le date:

Domenica 7 giugno 2015 - Bari
Venerdì 12 giugno 2015 - Firenze
Mercoledì 17 giugno 2015 - Milano
Lunedì 22 giugno 2015 - Bologna
Sabato 27 giugno 2015 - Torino
Venerdì 3 luglio 2015 - Napoli
Mercoledì 8 luglio - Messina
Domenica 12 luglio - Padova

domenica 9 novembre 2014

Vince Pastano, vince Casini

Ancora qualche considerazione sul nuovo disco di Vasco.

La doppia versione su vinile (nero e bianco) è cosa che riguarda prevalentemente i collezionisti. Il cd viene venduto con tre copertine diverse, a ricalcare quanto già accadde nel 1999 con Rewind: allora la copertina era la stessa, ma con quattro colori diversi. Tre immagini differenti dunque fra le quali scegliere: ad ognuno la sua preferita! Il packaging è essenziale, come ormai avviene d’abitudine. Nella confezione c’è un piccolo poster ed il libretto con testi e crediti.

Dalla lettura dei crediti si può procedere con qualche riflessione credo interessante. La prima è d’obbligo per Vince Pastano: è lui la rivelazione del 2014 vascorossiano. Dopo aver sostituito Solieri in tour, ora compare come coautore di Rockstar, suona la chitarra in undici pezzi su quindici (tutti quelli prodotti da Elmi) ed anche il basso in sette canzoni. E’ l’uomo copertina.

Subito dopo viene Glen Sobel: suona la batteria in sette pezzi e pare certo il suo ritorno in tour con Vasco la prossima estate. Ormai è uno della combriccola, come il Gallo (sei pezzi al suo attivo!), Rocchetti, Cucchia, la Moroni e Nemola, tutti coinvolti nella registrazione del disco.

Capitolo autori: quattro canzoni sono firmate esclusivamente da Vasco. Stupisce il caso de “L’ape regina”: fra gli autori non figura il figlio Luca, il quale invece sappiamo aver scritto una parte del testo. Tullio Ferro, collaboratore storico, firma un solo pezzo (“Come vorrei”): nel disco precedente aveva scritto ben cinque musiche, il suo apporto è andato dunque nettamente scemando. Un vero peccato, perché resta di gran lunga il compositore più ispirato fra quelli alla corte di Vasco.

Non mancano nomi ormai consueti come quelli di Curreri, Grandi e Fornili, ma la vera sorpresa è lo spazio riservato a Roberto Casini. Batterista della prima Steve Rogers Band, Casini firmò nel 1984 “Va bene, va bene così”. Poi, nel 1993, “Gabri”. Quindi, nel 2004, “Senorita”. Una canzone ogni dieci anni più o meno. Poi la svolta. Eccolo nel 2008 autore di “Colpa del whisky” e nel 2011 di “Eh…già”. Nel nuovo disco, compare addirittura come autore in tre diversi pezzi: “Sono innocente ma…”, “Aspettami” e “Accidenti come sei bella”. Ad ognuno le sue valutazioni.

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giovedì 6 novembre 2014

“Sono innocente”, ma fino ad un certo punto. Diamo i voti

Il problema di “Sono innocente” non è la qualità delle singole canzoni. Non è nemmeno il fatto che dentro ci siano cose bruttine, per non dire esplicitamente brutte. Ci si potrebbe anche passare sopra. Il problema di questo disco è che non c’è qualcosa di veramente bello. Ci sono canzoni passabili, carine, in qualche caso buone. Ma manca il “pezzone”, quello che da solo tira su il disco. Anche gli album meno riusciti avevano dentro uno o due pezzi che, già al primo ascolto, ti facevano dire: “Ok, questo è Vasco, questa la ascolteremo ancora fra vent’anni, questa sì che è una bella canzone”. Rispetto chi la pensa diversamente da me, ma in “Sono innocente” io una canzone così non la trovo. Il dispiacere aumenta sapendo per certo che Vasco ha nel cassetto almeno un paio di pezzi che sono nettamente meglio di tutto quello che c’è in questo disco. Il motivo per cui non siano finiti nell’album è un glorioso mistero destinato a rimanere tale per chissà quanto tempo.  

Sono innocente ma… - Voto 6/7 – Il cd inizia bene, con la canzone che dà il titolo all’album. Un pezzo che cresce ascolto dopo ascolto e che mantiene la promessa (o la minaccia) di una svolta heavy riff oriented. Tralasciando il pollo e Rocky, il testo è azzeccato, Vasco se lo è cucito addosso alla perfezione e la musica lo asseconda bene. Dal vivo avrà una buona resa e fra qualche settimana, chissà, il voto potrebbe essere anche un po’ più alto.  

Duro incontro – Voto 5,5 – Si prosegue sempre all’insegna del rock, ma con una canzone inferiore alla precedente. L’idea di un traumatico risveglio, che sembra raccontare il giorno dopo rispetto a quello della “festa del paese”, non è male. Il problema è che la musica non va a parare da nessuna parte e l’arrangiamento non aiuta. Forse dal vivo non sarà malaccio, ma su disco scivola via abbastanza anonima.  

Come vorrei – Voto 6,5 – Arriva la ballad e dopo aver ascoltato l’intero disco si capisce perché questa sia la canzone scelta come singolo. In effetti è una delle cose migliori dell’album. Non posso che ripetere quanto già scritto qualche giorno fa: arrangiamento pop per una musica comunque bella, testo così così. Si fa ascoltare via.  

Guai – Voto 6+ - Altra canzone che riascoltandola guadagna qualcosa e che in futuro potrei anche valutare con più generosità. Il testo è semplice ma non brutto, musicalmente la strofa mi piace più del ritornello. Da assimilare nel tempo per darne un giudizio definitivo.  

Lo vedi – Voto 6,5 – Ma sì, ero incerto fra un + o uno ,5… Diamo ‘sto mezzo punto e buonanotte. Anche se l’inizio mi ricorda tanto la sigla dei telefilm di Batman degli anni sessanta… Però il rock a suo modo è onesto, senza tanti fronzoli, la chitarra di Pastano mi piace (se ci fosse un Braido dal vivo qua spaccherebbe tutto…), il ritornello nella sua semplicità funziona bene. Si dia il via alle scommesse: sarà la canzone d’apertura dei concerti?

Aspettami – Voto 5,5 – Canzone piuttosto anonima, che mi ricorda vagamente Senorita. Qualche idea qua e là rovinata da un brutto arrangiamento, soprattutto nella parte iniziale. La coppa di gelato non si può proprio sentire.  

Dannate nuvole – Voto 6,5 – Non ho mai amato particolarmente questa canzone, ma nel disco fa la sua più che discreta figura. Resta un po’ la sensazione di un pezzo scritto a tavolino in pieno “stile Vasco”, ma comunque la canzone c’è, niente da dire.  

Il blues della chitarra sola – Voto 5,5 – Siamo tutti d’accordo che è un divertissement? E allora per la miseria, ma lasciate l’arrangiamento basico della demo! Ma che senso ha l’arrangiamento di tutta la prima parte? Ma perché rovinare quello che poteva essere un esperimento a suo modo simpatico? Magari senza troppe pretese, ma alla fine simpatico! D’istinto il voto era un 5 pieno, poi ho messo mezzo punto in più perché alla fine la canzone mi strappa un sorriso. Però davvero, che peccato!  

Accidenti come sei bella – Voto 4 – Canzone che mette a dura prova la mia anima notoriamente moderata. D’impulso una pensa: “Ma ridatemi indietro i soldi del cd”. Una roba che nemmeno gli Zero Assoluto… Vasco, se mai leggerai queste righe: ma come hai fatto a cantare una cosa così? Giuro che se esce come singolo straccio la tessera del fan club. Preferisco non scrivere altro, andiamo avanti.  

Quante volte – Voto 7 – A mio modesto parere, la canzone più bella del disco. Certo che siamo rimasti tutti fregati, dopo che si era diffusa la voce che questa fosse “Se ti potessi dire”. Chissà quante risate si sono fatte Vasco e soci alle nostre spalle. Tornando alla canzone, potenzialmente era il “pezzone” di cui si diceva all’inizio. Ma alla fine qualcosa manca. Soprattutto credo a livello di arrangiamento. Quanto ci sarebbe stato bene un bell’assolo finale? Quanto avrebbe, se azzeccato, arricchito tutto l’insieme? Resta comunque una bella canzone, sia chiaro. La migliore, lo ripeto, secondo me.  

Cambia-menti – Voto 6+ - C’è poco da dire, visto che la conoscevamo già da tempo. A me questa canzone è simpatica e non cambio idea. Detto ciò, i capolavori di Vasco sono un’altra cosa.  

Rock Star – Voto s.v. – Non ce la faccio a dare un voto a quello che è l’interludio (o meglio una parte di esso) dell’ultimo tour. Mi sfugge, a dirla tutta, il senso di inserirlo nel cd. Non dico che la musica sia brutta, ma nel contesto non c’entra nulla.  

L’uomo più semplice – Voto 6+ - Vale un po’ il discorso fatto per Cambia-menti, visto che la canzone è conosciuta da più di un anno ormai. Preferivo l’arrangiamento originale, ma comunque il pezzo continua a non dispiacermi.  

L’ape regina – Voto 6,5 – Chi cita Branduardi (lo stesso Vasco), chi dice che ricorda un po’ De André. Comunque la pensiate, era una delle cose che più temevo di questo disco. Perché si aveva già un’idea di cosa fosse. Ed invece, a sorpresa, la canzone è carina. Sarebbe stata bene in “Canzoni per me”. L’esperimento non sarà entusiasmante, ma è riuscito.  

Marta piange ancora – Voto 6,5 – Il fatto che una canzone che Vasco ha da chissà quanto nel cassetto risulti fra le migliori del disco la dice lunga su tante cose. Comunque, promuoviamo Marta e perfino i coretti che tanto sembrano piacere al buon Principini. In questo caso ci stanno bene.

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