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venerdì 9 maggio 2014

Su quanto è difficile realizzare uno special su Vasco

Dopo aver visto lo special di ieri sera, la sensazione è una sola: tutto quello che si poteva dire su Vasco è già stato detto. E se qualcosa ancora non è stata detta, evidentemente, è perché non la si può dire. 

Non è nemmeno stata brutta la puntata di “Unici” dedicata al Blasco, non fosse altro per la tanta musica inserita. Il problema nasce, in primis, dall’esigenza di accontentare un pubblico ampio, quello che guarda RaiDue in prima serata: per quanto gli ascolti (1.627.000 spettatori, share del 6,78%) non siano stati un granché, è chiaro che non è pensabile realizzare un prodotto per i fan e basta. Così facendo ne esce però un minestrone in cui il già visto si mescola al superfluo e qualche volta pure all’inutile, scivolando in un paio di momenti addirittura nell’imbarazzante. 

Certo, vedere Vasco in buona forma fa piacere e qua e là Rossi ha trovato anche la zampata giusta. Rivedere i vecchi video, tipo quello presentato da Renzo Arbore, smuove sempre qualcosa, e confesso che delle immagini di Vasco annunciato da Walter Chiari non avevo memoria alcuna. E’ l’insieme però che non mi ha convinto fino in fondo: era come rivedere la replica di un qualcosa già visto mille volte. Chiaramente, per lo spettatore medio, l’impatto immagino sia stato diverso. Ma per il fan, io credo, non si è usciti dal cliché di un prodotto magari anche ben confezionato, ma che non ha aggiunto nulla ad una storia già conosciuta. Abbiamo visto Vasco per due ore in televisione, è stato bello e la sua musica è splendida. Ma non ci siamo mossi di un centimetro rispetto ad una narrazione già conosciuta a menadito ed ormai un po’ usurata. 

La verità, a mio avviso, è che oggi per affrontare un personaggio così “sfruttato” com’è Vasco, serve qualche idea nuova ed il coraggio di scartare di lato, uscire dai binari e percorrere strade diverse, magari anche un po’ perigliose. Coraggio che RaiDue non ha avuto.

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