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venerdì 14 marzo 2014

Su “Dannate nuvole”

Attesa, la canzone di (quasi) primavera è finalmente arrivata. Classica ballata rock, che più classica non si può. Pezzo vascorossiano fino al midollo, e non è un caso che sia interamente firmato proprio da Vasco

Inizia come una canzone degli anni sessanta, poi esplode, ci sono le chitarre giuste e perfino la fisarmonica, mentre il testo rimanda a quel tanto di nichilismo che Rossi ha usato soprattutto negli ultimi anni per scrivere le sue cose migliori. Il “chissà perché” sembra messo lì apposta per essere cantato negli stadi e tutto fila. E’ una bella canzone, non si scappa. Però però… 

Però, perdonatemi, dopo i primi ascolti non mi fa impazzire. Nessuno se ne abbia a male, e magari fra qualche giorno (o settimana, mese, anno) la adorerò, perché a volte capita anche così. Dovessi dire cosa non mi convince fino in fondo, non saprei. Mi piace, ma non mi entusiasma, ecco. Ci sono tutti gli ingredienti giusti, ma a volte è l’elemento dissonante che dà vita al capolavoro.



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2 Comments:

marco said...

Ero perfettamente d'accordo con voi nella recensione.
Poi ho ascoltato e riascoltato e sapete cosa vi dico? A me non pare male, sembra molto profonda e sincera.

Max said...

l'unico "difetto" è il suono della chitarra solista. troppo... "acuto".
fosse stato più metal, come vogliono che sia il tour, sarebbe stata un capolavoro da tramandare ai posteri.