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martedì 5 giugno 2012

Vasco e la beneficenza, oggi e ieri

Vasco dunque non parteciperà al concerto organizzato a Bologna dai Nomadi il prossimo 25 giugno per raccogliere fondi per i terremotati. Negli scorsi giorni era stata ventilata la possibilità di una sua presenza, fisica o con un messaggio in video, ipotesi che ora si può dire definitivamente tramontata.

Ecco cosa ha scritto oggi Vasco a tal proposito sul suo profilo Facebook: “No. Non parteciperò a nessun concerto di beneficenza. Non amo quel modo di farla, poco costoso e poco faticoso. Certo rispetto chi la fa così, ci crede ed è sincero. Ma io penso che la beneficenza si debba fare tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità”.
Ricordiamo, sempre in tema, quanto aveva scritto lo stesso Vasco lo scorso 31 maggio: “Ho versato una cifra al 45500, per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Siete invitati a farlo anche voi. grazie”.

In sostanza oggi Rossi ha ripetuto un concetto già più volte espresso in passato circa il suo modo di intendere la beneficenza. Un po’ di storia. Nel 1985, sulla scia di quanto avvenuto in mezzo mondo, un gruppo di cantanti italiani incide una nuova versione di “Volare” e Vasco partecipa al progetto, che si propone di raccogliere fondi per l’Africa, denominato “Musicaitalia per l’Etiopia”.

Nel 1987 l’episodio curioso del concerto di Misano Adriatico con i cancelli aperti per i “vu cumprà”, che possono entrare gratuitamente.

Nel 1988, la storia l’ha rispolverata lo stesso Vasco recentemente, a Torino si tiene la tappa italiana dello Human Rights Now Tour, evento organizzato da Amnesty International: per l’Italia partecipa Claudio Baglioni, ma il Blasco fa capire che avrebbe preso volentieri il suo posto.

Nel 1991 Vasco recupera il concerto saltato due anni prima a San Martino Valle Caudino (AV) e devolve l’incasso al locale Museo Contadino.

Il 1995 è l’anno delle polemiche per Rock sotto l’assedio: Rossi dichiara pubblicamente che non darà in beneficenza l’incasso dei due concerti di Milano e per questo viene da più parti criticato. E’ comunque noto che in tale occasione inviò nella ex Jugoslavia un camion con generi alimentari e vestiario.

Nel 1999, a seguito della morte di Massimo Riva, pubblica “La fine del millennio” e destina i proventi delle vendite alla neonata “Associazione Massimo Riva”. Che purtroppo avrà breve durata.

Nel 2005 ancora polemiche: a Roma si tiene il Live Aid 8, Vasco ovviamente è invitato, in un primo tempo sembra che possa anche partecipare, ma poi declina l’invito. In tale occasione non entra nel merito della bontà o meno dei concerti di beneficenza, ma si limita a spiegare che non potrà esserci per la concomitanza con un concerto ad Ancona.

Nel 2006 l’episodio credo più curioso: il 22 aprile infatti Vasco dà il calcio d’inizio alla partita tra la Nazionale Cantanti e gli Amici di Enrico, che si gioca a San Venanzio di Galliera (BO) per raccogliere fondi per Enrico, un fan di Vasco sulla sedia a rotelle a causa della sclerosi multipla.

Nel 2009 infine Vasco partecipa al concerto del Primo Maggio e devolve il suo cachet, 100.000 euro, agli orfani delle vittime sul lavoro.

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2 Comments:

alibi68 said...

da una parte sono d'accordo con Vasco sul fatto che la beneficenza si può fare senza farsi tanta pubblicità (e su questo non ci piove), dall'altra direi che una sua presenza forse, ma molto forse, avrebbe avuto il merito di rincuorare un po' i suoi "concittadini".

Anonimo said...

fare un concertone cosi' ha dei costi elevatissimi percio' concordo con vasco che tutti gli artisti che partecipano farebbero meglio a aprire il proprio portafoglio e pagare di tasca senza storie sarebbe un bel gesto e il modo migliore per aiutare la popolazine colpita da terremoto, intanto sicuramente si eviterebbe che qualche furbetto ci faccia la cresta e che per beneficenza rimangano solo le briciole e in italia se ne sono viste abba