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mercoledì 20 giugno 2012

Quattordici anni fa

Riflettevo, poc’anzi, che giusto quattordici anni fa, a quest’ora, ero a Imola. E c’era pure Vasco. D’accordo, il quattordicesimo è un avversario al quale solitamente non si dedica particolare attenzione e forse non sarebbe nemmeno il caso di farci un post. Visto che, fra l’altro, gli spunti non mancherebbero per trattare temi diversi. Ormai non passa giorno senza che Vasco non lanci qualche sasso nello stagno. Ma io, dico la verità, e lo confesso a voi lettori, non ne ho molta voglia di commentare le quotidiane esternazioni di Rossi. Tanto le leggete tutti ed ognuno penso sia in grado di formarsi un’opinione con la propria testa.

Eppure, un filo, tra oggi e quel 20 giugno del 1998, in fondo c’è. Perché credo che quella sera la storia di Vasco sia cambiata per sempre. Un po’ come successe con il Festival di Sanremo del 1983 o San Siro nel 1990. Allora, noi fans, vivemmo il concerto di Imola come la più grande celebrazione del Blasco. Centomila e più persone tutte lì per lui, per il suo unico vero concerto di quell’anno. Un’atmosfera di festa unica, incredibile. In pochi ci avrebbero scommesso, eppure accadde.

Quello che nessuno, credo, allora capì, è che nulla sarebbe più stato come prima. Da quel concerto iniziò una storia diversa, finì l’epoca dei tour da aspettare sotto casa ed iniziò l’era dei viaggi. Finì l’epoca di Vascoartista maledetto” ed iniziò quella del fenomeno di massa. Che piace a tutti o quasi. La stampa iniziò a coccolarlo, gli diedero addirittura, proprio quell’anno, il Premio Tenco. Perché, di fronte a centomila persone, non si può far finta di niente. Se fino al giorno prima era il cantante più famoso d’Italia, dal giorno dopo divenne una mega-star. Quasi intoccabile. Iniziò a cambiare la musica e iniziò a cambiare il pubblico dei concerti, sempre meno ritrovo dei fans e sempre più happening per tutti. Quel cammino è andato avanti fino ad oggi, a Vasco su Facebook.

E’ mancato, a mio avviso, un quarto momento di svolta, necessario per aprire una prospettiva diversa. Chissà, forse le annunciate dimissioni da rockstar… Al momento è impossibile dirlo. Resta, da un lato, il ricordo di una notte magica e, dall’altro, il presente su Facebook. E tanta nostalgia.

E centomila mani cominciarono ad alzarsi verso il cielo



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1 Comment:

Andrea said...

Bel post Marco e sono molto d'accordo con quanto hai scritto. Dopo Imola Vasco e il suo pubblico non sono più stati gli stessi e forse anche il modo di suo fare musica è cambiato: meno arrabbiato, meno scorretto, ma più glamour e commerciale visto che se fino al 1998 se dicevi di essere fan del Blasco rischiava l'etichetta di tossico dopo se lo eri (e magari conoscendo 2 canzoni) diventati in automatico cool. Come già detto dal 1998 Vasco è passato dalla qualità alla quantità artistica, non so quanto guadagnandoci almeno alle orecchie dei fans. Forse le dimissioni da rockstar sono state un'occasione persa