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martedì 17 aprile 2012

Incredibile Vasco (terza parte)

La terza parte dell’altra biografia di Vasco è quella che offre forse meno spunti. Il trionfo di Imola, la depressione dopo le morti di Massimo Riva e Mario Giusti, la scoperta del Prozac, gli stadi sempre pieni, le dimissioni da rockstar. Tutto tirato via in poche righe.

Ben più interessante è l’ultima parte, dedicata alla frattura con Guido Elmi e la Steve Rogers Band. Un’appendice quasi brutale nella sua crudezza: a 25 anni di distanza Vasco sembra non aver ancora superato quanto accadde sul finire degli anni ottanta. Le parole sono durissime. Elmi è “una persona molto intelligente furba e priva di scrupoli”. Scrive Vasco: “Ho messo la mia vita sul piatto. Pronto a giocarmela e perderla se fosse stato necessario. Ma anche lui avrebbe dovuto rischiare e giocarsi la sua”. Cosa che Elmi fece, a dire il vero, nel senso letterale del termine. Basta leggere quanto lo stesso scrive a pagina 32 del libro “Vasco in concerto”: “Io avevo anche dei seri problemi di salute, e il mio primo pensiero era di continuare a vivere, mentre lui aveva l’esigenza legittima di affrancarsi da me”. Il divorzio tra i due si consuma in un momento drammatico, episodio rimasto sempre abbastanza oscuro e che Vasco non aiuta a chiarire nemmeno in questa occasione.

Rossi
passa dunque a raccontare il secondo divorzio, quello da Riva e Solieri. Gli restano “fedeli” Innesto e Tedeschi, con l’aiuto dei quali mette in piedi la nuova band. Questa “altra biografia” poteva essere l’occasione anche per dire una parola sulla rottura, avvenuta dopo Rock sotto l’assedio, con Daniele Tedeschi, ma di questa non c’è traccia. Peccato.

E poi c’è l’epilogo. Che non brilla certo per precisione. Scrive Vasco: “La steve rogers band partecipò al festival di Sanremo fu eliminata alla prima serata e si sciolse immediatamente”. In realtà le cose non andarono proprio così, visto che la partecipazione al Festival risale al 1989 e che nel 1990 la band fece ancora un disco. Ed ancora: “Per anni incontravo Solieri nei locali bolognesi e mi supplicava di riprenderlo a suonare. Gli rispondevo che c’era già Braido. Poi Braido andò a suonare con Zucchero. Io partorii l’idea di prenderli sul palco tutti e due e fargli fare il duello delle chitarre. Uno spettacolo straordinario”. Quel “per anni” farebbe pensare ad un tempo lunghissimo, mentre in realtà Solieri restò fuori dalla band solo per il tour del 1989 ed i due concerti del 1990. Rientrò nel gruppo già nel 1991, al posto di Braido. Il “duello” sarebbe arrivato due anni dopo. Le ultime considerazione non credo faranno molto piacere a Solieri, che dopo l’arrivo di Burnsera superato ed essendo prevalentemente un chitarrista solista non era neppure in grado di essere un bravo chitarrista ritmico”. Se non fosse morto, scrive Vasco, alla chitarra ritmica ci sarebbe ancora Massimo Riva. Molto probabilmente le cose sarebbero andate proprio così. Invece Riva è morto e dal 1999 il secondo chitarrista della band è Maurizio Solieri. Sarebbe interessante sapere da Vasco se ritiene che, nel frattempo, sia diventato anche “un bravo chitarrista ritmico”. (fine)

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