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domenica 15 aprile 2012

Incredibile Vasco (seconda parte)

La seconda parte dell’altra biografia inizia davvero male (ma poi si riscatta, lo anticipo): “Poi arrivò la scommessa di Sansiro. Nessun italiano aveva mai avuto il coraggio di affrontarlo”. Ancora una volta, non si capisce per quale motivo, ci si dimentica di Edoardo Bennato, che lo stadio di Milano lo affrontò (e lo riempì) nel 1980, ben dieci anni prima di Vasco. Perché negare i giusti meriti al bravo artista napoletano?

Questa seconda parte, se da un lato puntella la mitologia vascorossiana con l’ennesima citazione di “Vasco uccide Madonna”, dall’altro vede anche Rossi esprimersi con parole forse mai pronunciate prima (piuttosto atipico per lui, solitamente poco ciarliero su temi politici) sulla stagione craxiana. La voglia è quella di spiegare la genesi de Gli spari sopra, le numerose imprecisioni formali fanno pensare a dieci righe scritte di getto, quasi di impulso: “Me ne vado ad affrontare gli anni novanta pensando a cosa cazzo potrò dire ancora di nuovo. Quando la rabbia di dover assistere allo spettacolo dell’arroganza dell’intelligenza fare a pezzi in televisione in vere e proprie risse verbali poveri indifesi. Con negli occhi ancora la spudoratezza socialista di considerare la questione morale una cosa da rimandare, farsi finanziare, con miliardi di soldi neri da industriali, tellevisionari , che senza alcun trasparenza versavano fiumi di enaro nelle casse (nei conti svizzeri) del partito. Un signore di nome craxi certo uno con le palle vivere all’ultimo piano di un albergo a roma come una specie di principe con una manciata di voti diventare ago della bilancia e conquistare il potere e regalare televisioni (canali televisivi) ad amanti, permettere ai suoi di fare neanche troppo nascostamente affari sfruttando le posizioni di potere. Insomma tutta questa bella situazione mi ispira una canzone veramente incazzata. Gli spari sopra”.

Da San Siro 1990 a Rock sotto l’assedio, è Milano il cuore dell’attività di Vasco nella prima parte degli anni novanta. La ricostruzione dei due concerti del 1995 è interessante, per quanto parziale (nemmeno un cenno ai fischi ai due gruppi bosniaci prima dello show). Vasco si sofferma soprattutto sulle polemiche legate alla destinazione dell'incasso, che all’epoca fecero molto parlare la stampa. Fatti noti.

Un doppio carpiato all’indietro ed arriva la parte più emozionante, a mio avviso, dell’intera “altra biografia”: i blocchi creativi, Villa Condulmer, la genesi di Vivere. Un racconto vivo, una pagina di memoria che trasporta chi legge di fronte al processo creativo di una delle più belle canzoni di Rossi. (continua)

Campi Flegrei, Edoardo Bennato:


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