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domenica 15 aprile 2012

Incredibile Vasco (prima parte)

Penso che Vasco sia una persona intelligente. E penso che sia anche una persona scafata, molto. Quindi fatico a credere al suo stupore quando scrive: “Se domani sui giornali leggerò solo il mio giudizio su Baglioni sarà l’ennesima dimostrazione di come ai giornali non interessi mai raccontare e divulgare informazioni serie sui fatti che succedono ma che il loro unico scopo è fare scoop estrapolando da una storia solo quello che a loro serve per fare scandalo”.

In realtà credo che Vasco sappia benissimo, pubblicando giudizi così duri sui colleghi, che quello e nient’altro uscirà poi sui giornali. Perché quella, che a Rossi piaccia o meno, è la notizia per il “grande pubblico”. Non certo l’ennesima riproposizione di una storia, per quanto fantastica e stavolta scritta in prima persona, stra-conosciuta.

Questa “altra biografia”, pubblicata tra ieri e oggi da Vasco su Facebook in tre puntate più un’appendice, diventa interessante solo quando esce dalla “mitologia” ben conosciuta ai fan e tenta di addentrarsi in meandri meno noti e più spinosi. Tentativo quanto meno coraggioso, ma dagli esiti solo in parte convincenti.

Della prima parte, diciamo la verità, tolti gli attacchi a Minghi, Pelù e (soprattutto) Baglioni, resta ben poco. E sorvoliamo sull’evidente esagerazione secondo la quale, dopo il concerto per Amnesty International, Baglioninon si esibì più dal vivo per oltre dieci anni”. Affermazione totalmente priva di ogni fondamento, come chiunque può facilmente verificare “sprecando” tre minuti a girovagare su internet. (continua)

“Human Rights Now”, Torino (Stadio Comunale) 8 settembre 1988


E adesso la pubblicità, Claudio Baglioni live in Roma (Stadio Flaminio) 3 luglio 1991:


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