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giovedì 8 dicembre 2011

La versione di Atuttovasco

Una volta Charlie Chaplin riuscì nell’impresa di non vincere un concorso come sosia di se stesso. Non so nemmeno io perché mi è venuto in mente questo curioso aneddoto mentre leggevo “La versione di Vasco”. Un libro che alla fine mi è pure piaciuto più di quanto pensassi, ma che sconta il peccato di originale di essere stato da più parti definito come “autobiografia”, quando tale non è, nemmeno alla lontana. Altro non è che una raccolta di scritti, pensieri e piccole folgorazioni, relativi soprattutto al Vasco più recente.

Tralasciando lo sconforto delle prime pagine, con la millesima riproposizione dell’incantatore di serpenti e del tema libero sul tema libero, il libro poi scorre via veloce, lo si legge in 90 minuti esatti e lascia tutto sommato una buona sensazione. Nulla aggiunge alla storia di Vasco, ma è comunque un utile riepilogo di cose già lette, ottimo soprattutto per chi solo recentemente si è avvicinato alla storia del Blasco.

Buone sensazioni, si diceva. Certamente diverse da quelle che si provano nel leggere la nuova stoccata che Rossi riserva a Massimo Poggini, tristemente definito “vecchio anìmico” (?). La trovate su Facebook, tutto nasce da un post scritto ieri sera dal giornalista di Max e relativo all’uscita del nuovo live di Vasco. Come sempre, ognuno si faccia la sua opinione. Per quel poco che conta la mia, massimo rispetto per Poggini.

Per leggere il post di Poggini cliccare qui: Blog Max

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