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giovedì 11 agosto 2011

Vasco Rossi: “Ho una massa sopra la spalla e il collo, ho sbagliato a parlare in tour e non dirò più niente su Ligabue”. Ma sul Corriere...

Com’era prevedibile, dopo l’annuncio dei nuovi progetti, oggi i quotidiani tornano a dedicare largo spazio a Vasco.

La Stampa
, ad esempio, un’intera pagina: un’intervista rilasciata a Marinella Venegoni, nella quale Vasco dice un paio di cose interessanti. Ad esempio sui discorsi fatti durante il tour: “Avevo voglia di spiegare ai ragazzi alcuni concetti di base sui quali li vedo confusi. Ma ho sbagliato e me ne sono accorto appena mi sono rivisto. Mi sono reso conto di spezzare l’onda e la tensione emotiva del concerto senza arrivare a spiegare niente”. E su Ligabue: “Non c’è nessun confronto e non parlerò mai più di Ligabue”.

Anche la Repubblica pubblica una lunga intervista a Vasco, firmata da Ernesto Assante. Il Blasco parla del suo recente ricovero e spiega le sue condizioni di salute: “La prima preoccupazione era che si trattasse di un tumore, ma dopo tutti gli esami lo hanno finalmente escluso. Il problema è che ancora non si sa di che si tratta, ho una massa che sta da qualche tempo sopra la spalla e il collo, spinge contro le ossa e questo, con lo sforzo dei concerti mi ha fatto rompere una costola e scheggiarne un'altra. Insomma, non abbiamo ancora una diagnosi definitiva, devo ancora fare una tac e poi vedrò uno specialista delle ossa. Io, che sono un medico della domenica, credo sia colpa del cortisone che ho preso durante i concerti, rende fragili le ossa. E poi la massa, non è tumorale, non è un infezione, dovrei forse fare un intervento per pulire tutto, ma spero che non succeda e che si risolva tutto con i farmaci che sto prendendo".

La dichiarazione di intenti di non voler più parlare di Ligabue la smentisce però in un colloquio con Mario Luzzato Fegiz per il Corriere della Sera: “Finiamola con questa storia che un artista non accetta mai di parlar male di un collega. Cerchiamo di non essere ipocriti. Io non sopporto il signorile silenzio di Ligabue che avalla l’idea che fra noi ci sia una competizione, una gara. Evidentemente lui crede davvero di poter competere con me. Dovrebbe invece dire apertamente e onestamente che in realtà abbiamo strade diverse, percorsi non confrontabili per molte ragioni. Invece tace, avallando questa specie di gara. Presuntuoso e arrogante. Basta sentire una canzone come "Fra palco e realtà" per capire che si sente un superuomo”.

Per leggere l’articolo di Marinella Venegoni cliccare qui: La Stampa

Per leggere l’articolo di Ernesto Assante cliccare qui: la Repubblica

Per leggere l’articolo di Mario Luzzato Fegiz cliccare qui: Corriere della Sera

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