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lunedì 11 aprile 2011

Vasco vs Ligabue: la smentita

Nel tardo pomeriggio di oggi, quindi circa 24 ore dopo la comparsa della nota di cui abbiamo parlato ieri, è comparso un post firmato da Tania Sachs sulla pagina ufficiale Facebook di Vasco che, di fatto, smentisce il contenuto della nota precedente.

Questo il post (testuale): “E’ Comparso improvvisamente un post che secondo noi non è stato scritto da Vasco ed è quindi erroneamente attribuito a lui. L’abbiamo cancellato dalla bacheca ma improvvisamente ce lo siamo ritrovati in una parte meno evidente della pagine ufficiale. Riteniamo sia qualcuno che ha voluto fare uno scherzo a tutti e due, anche se ancora non abbiamo scoperto chi è stato”.

Dunque era uno scherzo. Dunque “qualcuno” può impunemente entrare nella pagina ufficiale di Vasco Rossi e scrivere quello che gli pare. E poi ripostare la stessa nota in un’altra sezione della medesima pagina. Peraltro, il post “secondo noi non è stato scritto da Vasco”. Secondo noi chi? Secondo Vasco non è stato scritto da Vasco? Inquietante. La Sachs usa il plurale maiestatis? “Noi” è una generica definizione di chi si occupa della pagina di Vasco e per qualche strano motivo non può chiedere direttamente a Rossi se quella nota l’ha scritta lui oppure no? Peraltro la stessa frase era poco prima apparsa anche in quello che, finora, si era sempre ritenuto essere il profilo personale di Vasco. Quel “qualcuno” quindi può liberamente muoversi anche sul profilo di Rossi? Ma soprattutto, perché la smentita di una nota che ha provocato tante polemiche, viene firmata da Tania Sachs e non dallo stesso Vasco?

Secondo noi, non è mica poi tutto così chiaro. Plurale maiestatis.

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