Ad Menu

domenica 27 marzo 2011

La prima recensione

La prima impressione. La primissima. Dopo un unico ascolto (tranne ovviamente “Vivere non è facile” ed “Eh...già”). Ripeterò magari le pagelle quando avrò metabolizzato il disco. Saranno più ragionate, e accurate, e ponderate. Se vi accontentate, questa è solo la prima impressione.

Vivere non è facile: una ballad dall’impianto tradizionale, con un bell’arrangiamento. Dopo l’ascolto dell’anteprima avevo scritto che poteva essere una bella canzone. Ed in effetti lo è. Voto 7,5.

Manifesto futurista della nuova umanità: semplicemente una bomba. Musica, testo, interpretazione, arrangiamento. Non vedo l’ora di ascoltarla live. Voto 8.

Starò meglio di così: atmosfera country, soprattutto all’inizio, per un pezzo dal piacevole ascolto. Il testo però non mi sembra tra i più brillanti. Voto 6,5.

Prendi la strada: canzone leggera, un po’ al contrario della precedente preferisco il testo alla musica. Mi piace il solo di piano a metà e l’atmosfera divertente. Voto 6,5.

Dici che: musicalmente mi ricorda un po’ “Le cose che non dici”. Non mi sembra un granché, si risolleva un po’ nel finale strumentale. Voto 5,5.

Eh...già: Ne abbiamo parlato più volte, continuo a ritenerla una canzone carina, che potrebbe anche avere una buona resa live. Che bello leggere la firma di Righi. Voto 6,5.

Sei pazza di me: Un bel pezzo rock, sembra fatto apposta per i concerti. Non molto originale però. Mi piacciono soprattutto le chitarre. Voto 6+.

Vivere o niente: “brividi sento quando guardo i lividi...”. Classica canzone alla Vasco, fra le più cupe della sua produzione. Grida “io sto male...”. Gli archi ti spaccano dentro al primo ascolto. Ci manca poco che mi metto a piangere. Voto 8.

L’aquilone: la Venegoni sulla Stampa l’ha definita un “flamencone da balera”. Al primo ascolto è la canzone che mi mette più in difficoltà. Fra un mese probabilmente l’adorerò o la schiferò. Comunque se non fa “Vado al massimo” nemmeno quest’anno... Per ora... Voto 6,5.

Non sei quella che eri: l’inizio è identico a “Delusa”. Classico rock scanzonato alla Vasco, che disegna un “poetico” ritratto femminile. Voto 6+.

Stammi vicino: il primo pezzo scritto da Burns per Vasco. Non mi convince molto. Bello però l’assolo di chitarra. Voto 5,5.

Maledetta ragione: ma che strano effetto...sentirla su un disco. Era e resta una canzoncina. Arrangiata in modo divertente. Voto 6-.

Mary Luise: all’incirca come la precedente. Voto 6-.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

3 Comments:

Anonimo said...

Album delundente

Sampdoria Zoone said...

Caro Marco, credo che questo sia tra gli ultimi lavori post Gli spari sopra, piu' bello. Vasco ispiratissimo, con grande voglia di sperimentare. L'Aquilone per me e' un CAPOLAVORO, Vivere o niente DA BRIVIDI.....al primo ascolto, vedremo tra un po'.......ma per ora sono Soddisfattissimo!!!!

Anonimo said...

anonimo e' un fan di ligabue impossibile se no un giudizio cosi' sintetico e negativo ciao vito