Ad Menu

mercoledì 9 febbraio 2011

Due o tre cose su “Eh...già”

Mai come in questo caso è giusto dire “conta chi canta”. Perché questa canzone, più l’ascolto e più mi convinco, ha un senso giusto se a cantarla è Vasco.

Confesso che al primo ascolto, dopo i primi venti secondi, ero quasi terrorizzato: la mano dell’ultimo Casini, quello di Senorita e Colpa del whisky, mescolata a reminiscenze jovanottiane di certi lenti anni novanta... Che senso abbia continuare a puntare su certi suoni resta un mistero, ma tant’è...

Poi per fortuna la canzone “esplode” ed è tutto un’altra storia. Ti entra subito dentro, nella sua facilità esibita, nel suo essere così leggera da stamparti un sorriso ebete sul volto mentre l’ascolti... E’ una canzone che ti mette di buonumore, anche se non capisci perché. In realtà parla di vita che va e non va, di anima che si arrende alla malinconia... Ma forse è in quel “io sono ancora qua” il succo di tutto il discorso. Il grido di Vasco che in fondo diventa il grido di tutti, l’autoanalisi che per una volta non sfocia nel pessimismo cosmico del “qui si può solo perdere”, ma diventa rivendicazione del proprio essere, diventa vittoria dell’esistere.

Poi ad un certo punto parte pure il sax... E sì, mi piace, ci piace, perché siamo nostalgici. Perché abbiamo amato Vasco quando il sax era parte integrante della sua musica e ritrovarlo ora, a vent’anni di distanza, basta e avanza per farci (musicalmente) felici. Essere nostalgici non è mica un peccato.

Infine, due parole sul video. Intendiamoci. Lo possiamo prendere seriamente oppure per quello che, io credo, realmente è: un divertissement, talmente scoperto e quasi male orchestrato, che il sorriso ebete di prima raddoppia. Perché il telo verde alle spalle, il ghigno di Vasco e il dito medio sul sopracciglio, da soli, valgono il prezzo del biglietto. Non trovate anche voi?

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

4 Comments:

fabio said...

il testo è bello. "io sono ancora qua" penso sia un'allusione alla presunta malattia, a chi nel 2003 lo dava per morto, a chi continua a ripetere di conoscere uno che conosce il dottore di Vasco, che avrebbe un cancro.
Oppure semplicemente a una vita di eccessi, nonostante la quale lui è ancora qua.

Altre due frasi da ricordare:

"Al diavolo non si vende, si regala"

"con l'anima che si pente.. metà e metà" (con la faccia che ha nel video).

Il video nella sua essenzialità è molto più bello di tanti video "con delle pretese".

La vera nota dolente sono i suoni

Evidentemente ci dobbiamo rassegnare al fatto che Vasco sia diventato un cantante pop, con brani dalla struttura molto semplice, ma soprattutto con dei suoni che io continuo a trovare orrendi.

Odio i suoni elettronici ma ormai sono quelli che imperversano, dal 2004 in poi, passando per Basta poco, Sto pensando a te ecc.

Faccio ancora fatica ad accettarlo, ma amen.. speriamo almeno in testi ispirati e melodie memorabili

Egidio said...

E' vero, l'inizio della canzone mi ha subito riportato alla mente "Quando sarai lontana" di Jovanotti.
Il sax nel mezzo è la cosa più bella secondo me. La canzone è piacevole, ma spero che l'album ci regali qualcosa di migliore.

fra said...

cosa dice vasco all'inizio del video?

Anonimo said...

dice semplicemente....VA BENE ANCHE CON LE MANI IN TASCA...