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martedì 28 settembre 2010

Ieri sera a Bologna un Vasco... stupefacente

Flash dal concerto di Bologna di ieri sera.

L’assurda coda per entrare, con le serpentine di ingresso modellate sul disegno dell’intestino tenue. Una buona colpa è anche dell’inciviltà della gente, ma certo un po’ di organizzazione e rispetto per il pubblico non guasterebbero. Pubblico che, lo ricordiamo, paga 50 euro per un biglietto. Che pochini non sono. Prezzi da teatro e trattamento da macello.

Comunque, l’ingresso trionfale nel palazzetto avviene poco prima delle 19.30. L’enorme palazzetto di Casalecchio di Reno. Tempio del basket italiano e, per sei sere, anche del rock tricolore. L’ingresso in gabbia invece avviene a metà di “Un gran bel film”. Che fatica, ma anche questa volta siamo dentro!

La scaletta scorre via veloce. Vasco cambia una frase di “Un gran bel film” come già avvenuto nelle sere precedenti, mentre canta il normale “mi sembri lucida...” in “Io perderò”. Alla batteria vedo per la prima volta Glen Sobel e, per quel poco che capisco di batteria, mi sembra che il suo lavoro lo faccia egregiamente. Rivaluto un po’ l’interludio: lo scorso inverno lo avevo bocciato senza pietà, invece tutto sommato non è malaccio. Vasco, come ormai è abitudine, parla parecchio tra una canzone e l’altra.

Poi arriva il medley. Tra sorprese e delusioni. Accenna la prima frase di “Faccio il militare” e poi spegne l’entusiasmo fermandosi. C’è Sally e poi la splendida “Jenny è pazza”, per me la chicca della serata. Vasco fa anche bene l’arpeggio, che in passato gli aveva dato qualche problemino. Poi riparte con una frase di “Faccio il militare” e di nuovo si blocca. “L’ho già fatta nelle due sere precedenti...”, spiega, e attacca a sorpresa con “Tango della gelosia”. Tutto molto bello, direbbe il buon Bruno Pizzul, non fosse che a metà canzone sbaglia il testo e... si ferma. Così, si ferma, e il Tango finisce lì. Sob. "Dillo alla luna", che bella.

Il medley e il Gallo con la maglia del Bologna. Vasco che confessa di avere avuto una vita stupefacente (ma in precedenza aveva anche detto che sta cercando di smettere di respirare, invece che smettere di fumare) e che si concede l’ormai classica passeggiata a bordo transenna nel bel mezzo di “Albachiara”. Strip finale e luci accese. Canzone post concerto “Go West” dei Pet Shop Boys.

In macchina Abba, Elio e le storie tese e Radio Bruno. Un uomo anziano e solo che in autogrill deve fronteggiare un’orda di fans affamati e bisognosi di un caffè. E nonostante questo non perde il buonumore. Però negli autogrill Fini il caffè te lo fanno pagare anche di notte. Io comunque penso che chi non ha mai mangiato un panino in autogrill nel cuore della notte di ritorno da un concerto, non possa dire di avere davvero vissuto. E per superare i camion quando piove in autostrada, il posto migliore sono le gallerie.

Vasco e la vita stupefacente.


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4 Comments:

Fabio said...

anch'io ero ieri a Bologna, da Bolognese :D è la mia quarta data di questo tour (2 a Pesaro, 1 a Bruxelles).

Devo dire che, sapendo la scaletta ormai a memoria (ma rimpiango Ogni volta, Stupido Hotel, Vivere senza te della prima parte del tour), l'emozione vera è iniziata nella parte finale, con l'assolo di Un senso, poi Il mondo che vorrei, e infine la parte solo Vasco e chitarra...

A me nn è dispiaciuto il solo accennare di "Per quello che ho da fare..." e di "Tango della Gelosia"... ha dato un tocco genuino, veramente improvvisato, senza mediazioni. (ma forse perché le ho ascoltate per intero a Bruxelles :D)

Jenny da brividi. Dillo alla luna da Brividi. Davvero il momento più bello, col medley che segue.

Prima, che bella Anima fragile col piano e senza quegli assurdi suoni elettronici!!!!! (che purtroppo dominano negli ultimi pezzi, tipo Sto pensando a te). Anima fragile col piano è meravigliosa.

nn sono del tutto d'accordo invece sul batterista; a me è sembrato che in diversi punti del concerto ci fosse un po' di incertezza, di scarsa sintonia fra lui e il resto della band su alcuni attacchi, sugli accenti; non è ovviamente un fatto di tecnica, ma di amalgama. Mi è anche parso che Vasco in alcuni punti ne abbia un po' risentito, che fosse un po' nervoso proprio per la "novità"; è importantissimo "fidarsi" del proprio batterista, sapere che tutto è a posto.
Un esempio, per dire, l'attacco di "Cosa vuoi da me", in cui non Vasco nn riusciva a partire :D

Marco Pagliettini said...

Grazie Fabio per il tuo commento. Sul batterista prendo atto di quel che dici e ribadisco la mia incompetenza in materia. In effetti su "Cosa vuoi da me" ripensadoci anch'io ho avuto la sensazione che Vasco sia partito dopo.

Anonimo said...

aria di casa... le lasagne della mamma... e un vasco straripante!!

siamo stati un pò polli, ci siam fermati al primo ingresso facendo quella fila assurda, mentre gli altri ingressi erano mezzi vuoti...

il batterista secondo me merita 10 e lode, non si può muover nessuna critica a uno che impara le canzoni in 2 giorni!

note negative della serata... mai visti cosi tanti rompipalle tra il pubblico, una rissa credo sugli spalti... nel parcheggio 2 risse in mezzo alla strada senza alcun senso...

noi invece bloccati un'ora buona nel parcheggio, siamo arrivati al'autogrill fini quando si è svuotato, abbiam solo rischiato di perderci nel labirinto di camion per uscire!!

saluti "metallico"

cisco said...

il labirinto di tir per uscire!!!

vacca boia!!!

e chi lo scorda...sembrava un livello del gioco gta!!!

e cmq si in effetti il grande vecchietto dell'autogrill fini...ricoperto da tazzine in ogni dove non ha perso mai il sorriso nemmeno quando è stato "minacciato" di autogestione dal sottoscritto..

saluti da "cisco"... aprigabbie!