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venerdì 13 agosto 2010

Vasco e il fisco

Ha ovviamente suscito un grande putiferio la notizia uscita ieri e ripresa oggi da tutti i quotidiani circa i controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate sullo yacht di Vasco ed in particolare sul fatto che l’imbarcazione sarebbe intestata ad una società di noleggio, di fatto di proprietà dello stesso Rossi.

Poco dopo i primi lanci di agenzia è arrivata una nota firmata da Tania Sachs dal significativo titolo di “bufale d’estate”, che definisce i controlli “normali e di routine”ed aggiunge “non abbiamo nulla da temere la barca appartiene a una società tutta italiana e trasparente”. Qualche ora dopo è arrivata anche la precisazione di Vasco il quale assicura “non ho evaso le tasse... mantengo da sempre la residenza in Italia”.

Oggi la seconda puntata. L’agenzia Adnkronos pubblica la notizia secondo la quale Vasco “nel 2008 avrebbe realizzato una evasione di circa 5,5 milioni di euro attraverso la società Jamaica, che gestisce i suoi diritti d’autore. Il cantante, che ha anche aderito al condono 2002-2004, aveva escogitato un originale modo per aggirare il fisco, annullando con crediti inesistenti significative somme incassate con i diritti d'autore. Vasco Rossi avrebbe sostanzialmente aderito ai rilievi dell'ufficio versando quanto chiesto nella primavera del 2008”.

Immediata la reazione di Vasco, che sul suo profilo Facebook ha dapprima definito la news “completamente falsa” e poi pubblicato gli estratti di un verbale di constatazione dell’ufficio di Bologna dell’Agenzia delle Entrate, relativo alla società “Giamaica s.r.l.” per il periodo di imposta 2004, datato 15/01/2008, nel quale si afferma che “non sono emerse irregolarità” e che “le operazioni di controllo vengono chiuse con esito negativo”. In ultimo ha pubblicato un atto di adesione relativo all’anno di imposta 2003, dal quale si evince un versamento a rettifica nel 2008 di 317.000 euro. Commenta Vasco: “Cifra che, in rapporto all’intero volume d’affari, può considerarsi ridotta e certo non originata dall’intenzione di evadere bensì molto più banalmente da un mero errore materiale di imputazione. Ma 317mila euro non sono 5.5MILIONI!!!”.

Fin qui la mera cronaca di quanto successo nelle ultime due giornate. Lungi da me la volontà di esprimere un qualsiasi parere in merito. Non è questa la sede e non ne ho la competenza. Auguro ovviamente a Vasco che tutto si risolva in una bolla di sapone. Da totale ignorante mi permetto però di avanzare un’unica domanda: perché un bene destinato ad un uso privato (tale si suppone essere lo yacht utilizzato da Vasco) è in realtà intestato ad una società?

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