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martedì 8 giugno 2010

La (vera) storia di “Senza parole”

Senza parole” è una delle canzoni più famose (e belle) di Vasco. Chi sta acquistando al venerdì i volumi de “Il Blasco story” avrà probabilmente letto la storia di questo pezzo. Che uscì come cd singolo nel 1994 e spedito in regalo ai soci del fans club, senza essere messo in commercio. Una scelta che ovviamente diede anche un valore importante al cd per i collezionisti, visto il ridotto numero di copie stampate. La canzone entrò poi in versione live in Rewind (1999) e nella versione originale (sia pure con l’intro tagliato di un paio di secondi) in Tracks (2002). Ora il cd arriva nelle edicole, come allegato alla quarta uscita de “Il Blasco story”, programmata per il 18 giugno.

Quello che forse non tutti sanno è che la canzone in realtà risale a qualche anno prima rispetto al 1994. Originariamente doveva infatti entrare in “Liberi liberi” (1989) e venne incisa da Vasco in una versione demo poi scartata in fase di produzione finale. Diverso l’arrangiamento, anche il testo presentava alcune differenze. Nella prima strofa, ad esempio, Vasco diceva “dalla quale non si può guarire mai”, invece di “che alla fine non si può guarire mai”. Curiosamente poi dal vivo Vasco canterà sempre “dalla quale”, come probabilmente aveva inizialmente scritto. La differenza più sostanziale però è nella frase “che non ho più pensato a tutte queste cose” che nella versione originale era invece “ed ho pensato ancora a tutte queste cose”. Praticamente il concetto opposto. Chissà, forse nei cinque anni di decantazione, Vasco ha davvero smesso di pensare a tutte quelle cose.

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