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martedì 29 giugno 2010

La pagella dello Europe Indoor Tour

E’ il momento delle pagelle. Finisce la scuola e si danno i voti. Nel caso di Vasco, i voti sono quelli relativi al tour partito lo scorso ottobre da Mantova e temporaneamente terminato a maggio dopo le quattro date europee.

Canzone per canzone un giudizio, che non è tanto relativo al solo valore della canzone, ma che piuttosto valuta come il pezzo si sia integrato all’interno della scaletta, favorendo o spezzando il flusso emozionale delle due ore e mezza di concerto. Chiaro, no?

Per comodità, seguiamo l’ordine del “London Instant Live” ed in coda diamo i voti alle canzoni non proposte a Londra.

Un gran bel film 7: Non il massimo dell’originalità, ma comunque sempre un’apertura ad effetto garantito. Forse però ora è il tempo di ripescare “Lo show”.
Ieri ho sg. mio figlio 7: Nel giudizio di molti fans è diventata la canzone del tour. In effetti, complice un arrangiamento molto tirato, contribuisce e non poco ad accendere il concerto.
Cosa vuoi da me 6,5: Ha il merito di tenere alta l’adrenalina, anche se il pezzo negli ultimi anni è stato proposto forse troppo spesso.
La nostra relazione 8: Il primo grande ripescaggio del concerto, una canzone lontana nel tempo, ma sempre bellissima.
Sto pensando a te 4: Semplicemente improponibile, in un concerto di Vasco in generale ed in questo in particolare.
Gli angeli 8,5: Un capolavoro di quelli che non si discutono, inspiegabilmente tenuto fuori dalla scaletta per dieci anni. Una canzone da brividi.
Domenica lunatica 7,5: Nel 2004 era stata la canzone del tour, nel 2009 paga forse il fatto che il precedente ripescaggio è tutto sommato ancora recente. La riuscita comunque resta ottima e l’intro più bello di quello del “Buoni o cattivi tour”.
Bollicine 6,5: Abbandonata (finalmente) la versione karaoke e dopo tre anni di assenza, la canzone rinasce a nuova vita. Non stona, ma forse si poteva aspettare ancora un po’ prima di riproporla.
Anima fragile 10: Sarò di parte, ma questa è la più bella di tutte. E mi viene rabbia a pensare per quanti decenni sia stata trascurata, chiusa nel ripostiglio del dimenticatoio. La cover di Laura Pausini l’ha riportata agli onori della ribalta e da allora, finalmente, anche Vasco è tornata a cantarla dal vivo. Il momento in cui viene a “morire” sul bordo della passerella vale da solo il prezzo del biglietto.
Io perderò 7: Un altro bel ripescaggio, non è una delle canzoni più belle di Vasco, ma stranamente ha un’ottima resa live. Era così nel ’96 ed è stato così anche 14 anni dopo.
Ad ogni costo 5: Quasi a dover scontare il godimento precedente, arriva poi questa cover di cui non si sentiva granché il bisogno. Giusto un filo meno peggio di “Sto pensando a te”, ma comunque un momento down del concerto.
Sono ancora in coma 6,5: Dopo l’interludio è di fatto una seconda canzone di apertura del concerto, che senza infamia e senza lode riporta su livelli accettabili.
Delusa 7: Ricordo il delirio in gabbia, a Milano. Che non mi aspettavo. Un pezzo che in concerto ci sta sempre bene e che dopo essere stato per una decina di anni intoccabile, negli ultimi tempi era un po’ sparito.
Quanti anni hai 7,5: Un altro bellissimo ripescaggio, un’altra canzone ingiustamente dimenticata per troppo tempo.
Stupendo 7: Vale un po’ il discorso fatto per Bollicine, bellissima canzone, ma un po’ troppo sfruttata. Però è talmente bella che ascoltarla è sempre un piacere.
Un senso 6,5: Altro pezzo che forse ha bisogno di un po’ di “riposo”. Bello, niente da dire, stupendo come sempre l’assolo di Stef, accompagnato da espressioni leggendarie. Però la canzone ora deve stare ferma un giro. E al suo posto, possibilmente, entrare “Liberi liberi”.
Deviazioni 6: Il ritorno di Vasco alla presentazione della band è stata una delle cose più belle di questo tour. La canzone parte così con il carico da novanta di uno dei momenti clou del concerto, ma è stata troppo usata nel recente passato per emozionare veramente.
Il mondo che vorrei 7: E’ la più bella canzone di Vasco del terzo millennio. E dal vivo ha una bellissima resa. Giusto che stia ancora in scaletta.
Sally 9: Vasco e la chitarra. Questa l’immagine per la quale verrà ricordato questo tour. L’esecuzione non sarà perfetta, ma quanta l’emozione?
Dillo alla luna 9: Idem come sopra, la prosecuzione di un momento che resterà per sempre negli occhi e nel cuore dei fans.
Incredibile romantica 9: L’ingresso di Solieri coincide con una bellissima canzone, come altre troppo spesso dimenticata. Era ora che rientrasse in scaletta.
Vita spericolata 7: Questa è la canzone di Vasco. Quella per cui verrà ricordato in eterno. Però l’equivoco ora deve finire. O si torna a proporla come dio comanda, o tanto vale toglierla dalla scaletta. La versione tastiera e voce a suo tempo era stata una bella trovata, ma ora è diventata solo un’abitudine. E soprattutto non si può continuare a tagliare la parte finale in questo modo. Stiamo parlando di un capolavoro che merita un altro rispetto.
Canzone e Albachiara 8: E’ il finale, ormai immutabile da tanti anni. Probabilmente resterà così finché Vasco avrà voglia di salire su un palco. Gioia e tristezza che si mescolano nel momento dell’arrivederci. Forse si potrebbe provare a cambiare, ma forse è anche giusto che resti così.

Ho fatto un sogno 5,5: Con il passare dei mesi ho in parte rivalutato questa canzone. Però è un dato di fatto che come apertura non ha reso.
Ogni volta 8,5: Bellissima, splendida, finalmente ripescata. E subito abbandonata, per fare posto a “Sto pensando a te”. Un delitto, una vera pugnalata al cuore.
Colpa del whisky 4: Un’altra canzone improponibile in un concerto di Vasco. In questo caso, per fortuna, velocemente tolta dalla scaletta.
Vivere senza te 7,5: Bella l’idea di riproporla, è un pezzo che dal vivo rende molto. Meritava di arrivare alla fine del tour, invece lascia il posto a “Bollicine”. Peccato.
Stupido hotel 7: Un’altra canzone del terzo millennio che mi piace molto. Ringiovanita da tre anni di assenza dalla scaletta. Poi tolta per fare spazio alla rientrante “Stupendo”.
Una canzone per te, Hai ragione tu, Ridere di te, Occhi blu, Senza parole 9: Un voto unico per la seconda parte del medley, quella tagliata a Londra. Un altro dei momenti splendidi del concerto. Con una piccola nota di merito per “Occhi blu”, canzone nel ’93 sottovalutata ed ora riscoperta con grande piacere.
Jenny e le altre 9,5: Le sorprese infilate da Vasco qua e là hanno dato un tocco in più ai concerti e regalato spesso il brivido di una canzone inattesa. Una bellissima idea.

La più bella di tutte:


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3 Comments:

Max said...

4 x sto' pensando a te e' esagerato, come minimo un 6. molto bella specie dal vivo, ci sta' benissimo in un live qualsiasi di vasco xche' spezza, calma... con un ritornello orecchiabilissimo... un testo superlativo... insomma, messa li' sta' dove sta' e fa la sua porca figura, altroche'!

fabio said...

sono d'accordo con il tuo post sulla scaletta praticamente su tutto, a differenza ad esempio di quanto non fossi sulle classifiche di poggini nel suo blog.

La prima parte del tour era chiaramente più bella (con il medley lungo, con Ogni volta, Stupido hotel e Vivere senza te); ma la seconda parte del tour è cmq più bella dei tour precedenti.

Ancora più d'accordo su Anima fragile, che è la mia canzone preferita di Vasco (seconda: Dillo alla luna).

Però, se proprio vogliamo fare la punta agli spilli, io Anima fragile la vorrei sentire dal vivo, per una volta, con l'arrangiamento originale piano e voce e non con quello coi suoni elettronici dell'album Rock (1997).

L'arrangiamento di Rock c'era già stato nel tour 2007. Questa volta si poteva fare piano e voce, che secondo me è 100 volte più bella. Ma Vasco quando sceglie un arrangiamento nuovo per una canzone, tende a fissarsi su quello a lungo.

Marco Pagliettini said...

Eh, anche io una volta la vorrei sentire solo piano e voce. Secondo me sarebbe perfetta come pre-finale al posto di Canzone, che per una volta (come nel 2001) potrebbe essere spostata a metà concerto.