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martedì 16 marzo 2010

La grande festa della Pizzeria Verdi, che sera quella sera

Alla fine è arrivata anche la polizia. Più rock di così si muore. La grande festa della “Pizzeria Verdi A Tutto Vasco” del 12 marzo è stata un trionfo. Parola forse impegnativa, ma che rispecchia appieno quanto avvenuto tra le mura di Corso Dante. Il locale è andato sold out in prenotazione. Sono bastati un paio di giorni per convincere clienti affezionati e clienti lontani nel tempo e nello spazio a farsi riservare un posticino. Per esserci. Per festeggiare i 28 anni di attività della Pizzeria. Per ascoltare il concerto dei Tropico Unplugged. E per gustare la straordinaria pizza di Vito.


La serata, infatti, è iniziata a tavola. Con Vito a sfornare le sue meravigliose creature e Rita, Simone ed Alessandro impegnati a fare la spola tra cucina, forno e sala per accontentare tutte le richieste dei clienti. Tra una Margherita ed una Quattro Stagioni, una birra media ed una coca cola, i presenti hanno scaldato i motori prima che iniziasse la musica. Una signora cena, con tanto di dolce compreso nel prezzo, nonostante qualcuno non credesse a cotanto ben di Dio.

Poi si sono abbassate le luci. E nella Pizzeria hanno iniziato a risuonare le note di Vasco. Merito dei Tropico Unplugged, che per un paio di ore hanno saputo regalare le emozioni che solo la musica del Blasco riesce a trasmettere. Sul palco c’erano i bravi chitarristi Paolo Di Pietro ed Eugenio De Vena, il bassista Fabio Bavastro e l’insostituibile Andrea Di Marco, anima e voce della band. Entrata in grande stile ed inizio con Quanti anni hai. E poi avanti e indietro nel tempo, fra le pieghe della migliore produzione vascorossiana di ieri e di oggi. Per un concerto sobrio nella forma, ma rock nei contenuti e nello spirito. Unplugged nel suono, ma elettrico nel cuore.

Sono bastati pochi minuti per scaldare la sala, mentre una dopo l’altra si susseguivano Silvia, La nostra relazione, Sally, Jenny è pazza e tante altre splendide canzoni del Blasco. In platea c’erano clienti, fans, fotografi e sosia. Tutti uniti dalla stessa passione, quella per Rossi e per la buona pizza. Spezzare il feeling tra “palco” e pubblico è stato difficile, ma inevitabile è arrivato anche il momento di dire stop alla musica. L’orologio, certe volte, sa essere implacabile. Ed in certe ore, no, non si può suonare.

L’adrenalina è scomparsa solo il giorno dopo. La voglia di rivivere una serata così, quella no, quella invece non è scomparsa. E allora inizia il conto alla rovescia per la seconda festa della Pizzeria Verdi. Che ci sarà, ne siamo sicuri. Perché una sera così bella non può non avere un seguito.

Sistemato il microfono, il concerto è iniziato così:



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2 Comments:

Anonimo said...

hai ragione tu grande amico bisogna per forza replicare le cose belle non possono rimanere da sole e allora cominceremo a pensare alla prossima serata alla faccia di chi chiama la polizia.............................ciao vito

Andrea said...

Io ero appena uscito e ho visto la macchina della polizia fuori dal locale, non ho parole e cosa sarebbe successo?
Comunque grande serata, molto divertente spero che Vito e il suo staff ci regalino più spesso serate così!