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martedì 9 marzo 2010

Intervista a Maurizio Solieri

Avevo pensato ad una lunga e dettagliata descrizione per spiegare chi è Maurizio Solieri. Ma se siete su questo blog, chi è lo sapete benissimo. Trent’anni e più con Vasco, come chitarrista ed autore, una lunga avventura con la Steve Rogers Band, i Class, il disco con Proce, tanti concerti in giro per l’Italia. Ed ora una nuova avventura: il suo primo disco solista. Un appuntamento importante, in vista del quale Solieri ha concesso un’intervista al nostro blog. L’avevamo annunciata ed ora eccola qua.

Esce il 12 marzo il tuo disco solista. Iniziamo dal titolo: perché Volume I?
«E’ un titolo autoironico, che vuole citare i grandi titoli dei grandi dischi classici del rock come “the great songbook”, ”rock’n’roll classics” e appunto le opere prime spesso chiamate “Volume one”».

Il disco contiene dieci canzoni. Cosa troveranno dentro i tuoi fans? Rock... e poi?
«Troveranno tutti brani scritti da me che omaggiano i grandi gruppi rock con cui sono cresciuto come Zeppelin e Aereosmith, il blues di Gary Moore ed Eric Clapton e la musica acustica di Sting e dei Pink Floyd».

Nel disco ci sono importanti collaborazioni. Vuoi ricordare qualche nome?
«Andrea Innesto nel brano “Every little thing”, Michele Luppi che ha scritto i testi in inglese e ha duettato qua e là, Molinari, Tedeschi e Leoncini alle batterie, Biancani, Bignardi e Venieri alla consolle».

Il 12 marzo presenterai il disco nel corso di uno showcase al “Rock’n’roll” di Milano. Sono previsti altri appuntamenti?
«Sì, confermato il 24 aprile al Crossroads di Roma e altre date in via di definizione».

A dicembre hai aperto i concerti italiani dei Deep Purple. Nel corso della tua esibizione hai presentato anche il singolo “Money”. Che ricordi hai di quell’esperienza?
«Grande esperienza, dove siamo stati apprezzatissimi dal pubblico e dallo staff inglese e tedesco dei Deep».

Il disco solista è un nuovo, importante tassello nella tua attività di musicista. Il progetto Steve Rogers Band invece come procede?
«Per adesso il mio progetto solo ha la priorità, per un anno almeno non farò altre cose».

Da ottobre sei in giro con Vasco per un nuovo tour. Per certi versi un ritorno all’antico, visto che Rossi e la sua band era da molti anni che mancavano dai palasport. Le tue impressioni dopo le tappe di Mantova, Pesaro, Ancona, Caserta e Milano?
«Tutti noi preferiamo i palasport agli stadi, troppo dispersivi e con un pubblico spesso delirante».

Un’ultima domanda. Possiamo sperare di ascoltare, in un futuro non troppo lontano, qualche nuova canzone firmata “Solieri-Rossi”?
«Questa e’ una domanda da rivolgere al sign. Rossi».

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