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martedì 3 novembre 2009

Alda Merini, Vasco e un bacio che cambia una vita

Si sono incrociate un paio di volte le strade di Vasco e Alda Merini, la grande poetessa morta domenica a Milano. Nell’aprile del 2007 uscì “Vasco Rossi. Parole e canzoni”, libro+dvd curato da Vincenzo Mollica. Il libro conteneva alcuni contributi di personaggi del mondo della cultura italiana. Fra questi, anche quello di Alda Merini.

Il sito ufficiale del Blasco il 6 aprile 2007 pubblicò la poesia dettata da Alda Merini a Vincenzo Mollica:
Che senso ha
Avere una vita tranquilla
Davanti a un piatto
Di minestra fumante
Mentre fuori
Un panino
Raccattato per terra
Ha il sapore del paradiso
Anch’io avventurina dell’anima
Presi infinito voli
Finché trovai un muro
Che mi lasciò senza parole
Eppure credimi
Io entro ed esco dalle prigioni
Con la gioia di una farfalla.

E poi c’è la poesia che Alda Merini dedicò direttamente a Vasco:
Io ero una donna orologio, Vasco.
Ero come Emanuel Kant
Su di me si regolavano tutti:
baciavo a un’ora prestabilita.
Facevo l’amore per puro dovere,
poi un giorno sorsi.
Mi ergevo con i suoi baci
E divenni una baciodipendente.
Quell’uomo non lo vidi più, Vasco.
L’unico mio desiderio
E’ di avere una vasca rossa piena di sangue
per lavarmi da quel ricordo.
E’ incredibile come un bacio
Possa cambiare una vita.
Nessuno riuscì più a baciarmi
come quell’uomo,
nessuno mi prese più tra le braccia
come lui.
E ora che sono sola,
ora che il portatore di un bacio
è diventato il portatore di un demonio,
ora che lui è morto
nessuno mi difende più
da questi sgherri.

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