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sabato 3 ottobre 2009

Cronaca di una splendida serata

Sono le 21 in punto quando si spengono le luci. La mezz’ora degli Attack and Party di Diego Spagnoli è servita per intrattenere lo spettabile pubblico, ma è già finita nel dimenticatoio. Sono le 21.05 quando Stef entra dalla parte sinistra del palco ed attacca l’intro di Un gran bel film. Pochi istanti e, dall’altra parte del palco, appare Vasco. E tutto ha inizio. Un concerto che, per i fans di Rossi, entrerà nello storia. Il palazzetto di Mantova è piccolo, sembra un grande teatro. Il pubblico circonda il palco, Vasco è lì, ad un passo, ovunque uno si trovi. Sono le 21.05 ed inizia un bellissimo concerto. Poco più di due ore di musica, una svolta nella storia del Blasco. Un concerto a tratti splendido, quasi perfetto, a parte dieci minuti di buio. Un concerto ancora da rodare, con qualche dettaglio da mettere a punto, ma la data zero serve anche per questo. La scaletta è quella annunciata alla vigilia, con l’unica eccezione del taglio de Gli spari sopra.

L’inizio è potente. Dopo Un gran bel film vengono Cosa vuoi da me e Ieri ho sg. mio figlio. In platea si suda, ma anche sul palco non si scherza. “Questa è la mia prima canzone del mio primo disco” e parte La nostra relazione, quindi è il turno di Ogni volta e poi de Gli angeli, “dedicata a Maurizio Lolli, ma non è la sua storia, è una canzone che parla di vita”. Un tris splendido. Il basso del Gallo dà il via a Domenica lunatica, e il pubblico torna a saltare. Poi, Dimentichiamoci questa città, ed ecco il primo incidente. Vasco (che canta con gli auricolari, credo per la prima volta nella sua carriera) perde l’attacco del pezzo e non riesce più a rientrare, nonostante un paio di tentativi, nella canzone. Proposta peraltro in una versione short, della quale di fatto non si è capito nulla. Va molto meglio con Vivere senza te, ripescaggio molto gradito, frutto anche del sondaggio lanciato dal blog dei Fratelli di Vasco. Poi, Anima fragile. Canzone capolavoro, interpretazione splendida. Il concerto sembra aver raggiunto il suo apice.


Ed invece, proprio sul più bello, cade. Perché Colpa del whisky già non c’entra nulla con uno show del Blasco, ma dopo Anima fragile è un’autentica bestemmia. Perché infilare subito dopo Ad ogni costo non contribuisce molto a far risalire l’onda emozionale. E poi perché a ruota c’è l’Interludio, che già di per sé è un momento down e che per di più, quest’anno, al primo ascolto mi è sembrato bruttino. Dieci minuti neri che hanno un unico merito: finiscono in fretta. E poi lo spettacolo riprende a girare a pieno regime.

Il rientro sul palco del Blasco è all’insegna del rock, con Sono ancora in coma e Delusa (“però quel Berlusconi lì cosa ti fa...”). Quanti anni hai è un ripescaggio di grande livello, per una canzone che di fatto per intera è stata eseguita prima in un unico concerto di Vasco. Stupido hotel è bellissima e in questo punto dello show ci sta bene. Solo che... Solo che alla fine tutti si aspettano la presentazione della band, che invece non c’è. E non ci sarà nemmeno dopo. Un concerto di Vasco senza presentazione della band, ecco, questa è una cosa che secondo me non doveva proprio accadere. Spero davvero che si rimedi già a partire da Pesaro. Il concerto si avvia al suo momento clou. Prima però c’è ancora spazio per Un senso, Deviazioni (evitabile, fra l’altro con un arrangiamento non entusiasmante) e Il mondo che vorrei, con il solito splendido assolo di Stef.

C’è la pausa, e al limite della passerella centrale spuntano una sedia e un microfono. Poco dopo, spunta anche Vasco. “Facciamo un esperimento, vi faccio vedere come nasce una canzone...”. Imbraccia la chitarra e, senza l’accompagnamento della band, attacca Sally. Alla fine il palazzetto esplode in un applauso tanto festoso quanto commosso. E Vasco concede il bis con Dillo alla luna. Poi è il turno di Incredibile romantica e la band torna sul palco, con Solieri che va ad affiancare Rossi sulla passerella. Quindi, in una sequenza da infarto (nel frattempo Vasco si è liberato della chitarra) arrivano Una canzone per te, Hai ragione tu (!!), Ridere di te, Occhi blu (!!!) e Senza parole. Ecco, questa è la parte dello spettacolo che resterà nella storia, quella capace di trasformare un concerto bellissimo in uno splendido.

La chiusura invece è all’insegna della tradizione. Prima Vita spericolata (“e ognuno in fondo perso dentro al suo facebook...”), nella ormai abituale versione tastiera e voce, con il taglio del pezzo finale, poi tocca a “ludwig van rocchetti” che attacca Canzone, con Vasco che per la seconda volta nella serata ceffa di brutto e non riesce a seguire la musica. Il saluto a Massimo Riva e “a tutti quelli che se ne sono andati troppo presto” è il prologo di Albachiara, che si conclude con l’ormai abituale spogliarello di Vasco, che scappa via dal palco a torso nudo. Resta la band, per le ultime note, e un duello di chitarre tra Burns e Solieri con la pedana della passerella che per loro si solleva di un tre metri sopra al pubblico. Sipario, applausi, e la magia diventa già ricordo: quello di un concerto meraviglioso.

(Photos by Cisco).

Questo è l’inizio:


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7 Comments:

Anonimo said...

racconto puntuale e bellissimo.
Me lo godrò a MI!
Daniele

Anonimo said...

Grazie Marco per la splendida serata e bellissimo racconto!A presto!
Elodie

vito said...

grande marco solito grande pezzo e grande velocita' per dare agli amici vascomani notizie video ecc.sei unico...............e questo non e' che l'inizio. vito

Marco Pagliettini said...

Daniele, hai usato il termine giusto: godere!
Elodie, per la splendida serata dobbiamo ringraziare Vasco!
Vito, dovevi esserci anche tu, per la miseria!

Simone said...

Ciao Marco, grandissima serata (peccato solo per il biglietto fans club al secondo anello...ma nei posti piccoli è anche giusto che chi primo arriva meglio alloggia). Concerto strepitoso con pochi punti deboli che sono esattamente quelli che hai individuato. Aggiungo che a me è sembrata da ricontrollare "Occhi blu", con qualche incertezza tra Vasco e la band, inoltre un errore da-non-ripetere-mai-nella-vita è Solieri che sbaglia il riff degli Angeli "dimenticandosi" che è arrivato il ritornello (prima strofa). Fra l'altro Gli Angeli non sono riuscito neanche a cantarla dall'emozione, la aspettavo da anni.
Beh comunque se il buon giorno si vede dal mattino, questo sarà un grandissimo tour!!!! Complimenti per il pezzo

Marco Pagliettini said...

Ah Simone, ti confesso che su Occhi blu sono letteralmente impazzito e quindi non mi sono accorto della cosa che scrivi.
Quanto al biglietto, anche a me hanno dato secondo anello. Ma poi ho pensato che provare, almeno provare, ad entrare nel parterre non costava nulla...

Simone said...

Azz che rosicata...questa non me la dovevi dire!!!! noi non ci abbiamo neanche provato stavolta, per due motivi: 1) Eravamo in 5... 2) La sicurezza di Mantova (come sempre succede nelle città di provincia) pareva piuttosto rompicogl...
Evidentemente, dannazione, mi sbagliavo!!!!!