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giovedì 9 luglio 2009

A piccoli passi

A piccoli passi, un poco alla volta, prende forma il nuovo tour di Vasco. Ieri l’annuncio delle prime città che saranno toccate dall’evento: Pesaro, Ancona, Caserta, Milano e Torino. Poi, in serata, è apparsa sul sito ufficiale una foto che, di fatto, ufficializza anche i nomi delle altre città.

In Italia: Firenze, Livorno, Bologna, Cagliari.

All’estero: Berlino, Londra, Zurigo, Bruxelles, Barcellona.

Resta da capire quando verranno rese note anche le date e aprirà la prevendita.

Intanto, si impone qualche riflessione su quanto accaduto in questi giorni. L’aspetto positivo è stato il buon funzionamento della prelazione per i soci del fans club: chi ha voluto acquistare i biglietti lo ha potuto fare con semplicità e senza passare ore e ore davanti al computer. Le buone notizie però finiscono qui.

Trovo non ammissibile rendere note le date in contemporanea con l’apertura della prevendita, senza lasciare un minimo di tempo ai fans di organizzarsi e scegliere con cognizione di causa.

Altrettanto inammissibile è, a mio avviso, la tecnica di dilazionare nel tempo l’ufficializzazione delle date: sapendo che Vasco sarà a Livorno magari un fan potrebbe evitare di comprare un biglietto per Caserta, tanto per fare un esempio.

Ha poi dell’incredibile mettere in vendita biglietti per concerti in programma fra nove mesi, una cosa che davvero non sta né in cielo né in terra.

Infine, il lato forse più spiacevole, l’aumento dei prezzi. Un'escalation costante che quest’anno ha toccato cifre impensabili. Nel giro di dieci anni il costo del biglietto di un concerto di Vasco è più che raddoppiato. Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensa l’Istat. E’ vero che molti altri artisti praticano prezzi simili ed in alcuni casi anche più alti. Ma questa non può essere una giustificazione. Chiedere 50 e più euro per un biglietto di parterre significa solo speculare sulla passione dei fans. Nessuno pretende che i concerti siano gratis o che Vasco salga sul palco solo per la gloria. Ma tutto deve avere un limite, che in questa occasione è stato decisamente superato.

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2 Comments:

Anonimo said...

Loro fanno il loro gioco,spremono il limone finchè possono.Se poi ci sono persone disposte a seguire mezzo tour,come accade di sovente,qualsiasi sia il prezzo del biglietto,tanto meglio per loro.
E'un giochetto che si perpetra da molti anni,ciclicamente e nonostante le lamentele riesce a funzionare sempre.
Provate a disertare i concerti e a non comprare piu i dischi o quelle schifezze del merchandising.Vedrai come abbasserebbero i prezzi.

Marco Pagliettini said...

Hai perfettamente ragione. Solo che, alla fine, vince la passione. E' illogico ed anche sbagliato, ma per me è così. Ovviamente parlo dei concerti, il merchandising per quanto mi riguarda non so nemmeno cos'è.