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lunedì 4 maggio 2009

Riflessioni sul Primo Maggio

Premesso che non ho mai creduto ai numeri del Primo Maggio e che anche gli 800.000 spettatori annunciati quest’anno mi sembrano un po’ oltre alla realtà, è indiscutibile che la folla di piazza San Giovanni è davvero impressionante. Perché la piazza è grande e venerdì scorso era tutta piena, ma in più bisogna anche contare la gente, tantissima, sparsa nelle vie d’accesso. Un mare di persone per il concerto e soprattutto per Vasco. Un’esperienza tanto bella, quanto faticosa. Divertente, molto. Ma arrivare alle 22 non è stato facile... La piazza si è riempita nel primo pomeriggio, ad ogni ora che passava il numero degli spettatori aumentava. E fisiologicamente diminuiva lo spazio vitale, quei pochi centimetri di terreno da difendere ad ogni costo pena l’asfissia. A notevole distanza dal palco, si ritiene doveroso precisare.


L’attesa è stata lunga. Anche perché il programma del pomeriggio, salvo i sempre dignitosi Nomadi, non ha offerto degli spettacoli memorabili. Artisti da Primo Maggio, uno in fila all’altro, amati da una fetta di pubblico, meno da un’altra. Il concertone è lo specchio di un’Italia divisa in due, è l’immagine di un’Italia che ama la Bandabardò (tanto per fare un nome), tanto quanto per l’altra parte del Paese lo stesso gruppo è sconosciuto o indigesto.


Decisamente meglio la parte serale dello show. Il supergruppo formato da Manuel Agnelli, Cristiano Godano e Samuel ha offerto un set davvero molto bello. Nella quasi totale indifferenza. Peccato. Ha invece fatto esplodere la piazza Caparezza, e sarebbe forse necessaria un’indagine sociologica per capire i motivi di tanto entusiasmo per l’ex Miky Mix, ma lasciamo il compito a qualcuno più qualificato di me. Fatto sta che tutti, ma proprio tutti, volenti o nolenti (stare fermi poteva significare la morte) si sono ritrovati a saltare cantando “vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia”. Il momento più toccante è stato senz’altro quello della banda abruzzese che ha suonato “Il mondo che vorrei”. Poi la PFM, ormai tribute band ufficiale di De Andrè, ma comunque meravigliosa. Certo è strano che a cantare “Impressioni di settembre” sia stato Cristiano Godano nel set precedente e non la stessa PFM.

E poi finalmente è arrivato il turno di Vasco. E’ stato come aprire il libro dalla parte giusta, razionalizzare la fatica e la sofferenza di un’attesa infinita. Cinquanta minuti per godere. La piazza ha risposto bene, tutto sommato la partecipazione è stata buona, considerando che comunque non era un concerto di Vasco e basta. Audio così così, non pessimo comunque. Certo la voce del Blasco arrivava a malapena, ma a coprirla era il pubblico, non tanto un’amplificazione scadente. Poi, finito il concerto di Rossi, la gente ha iniziato a sfollare, nonostante la serata andasse avanti. Sì, la conferma che buona parte della folla era lì solo per il Blasco. E forse allora i fans del Primo Maggio avevano ragione a lamentare una certa estraneità di Rossi (e del suo pubblico) alla manifestazione. Ma tutto sommato anche il concertone ha avuto il suo bel tornaconto, basta leggere i numeri dell’auditel per averne la conferma. Tutti felici dunque. E contenti di avere vissuto questa esperienza. Che una volta nella vita va fatta. Due, beh, forse no. Ma una sì, la consiglio.



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3 Comments:

Anonimo said...

tornassi indietro due cose: sarei rimasta a dormire per garantirmi la gabbia quando la sera prima siamo andati a dare un'occhiata all'accampamento, non sarei proprio andata. non muovermi per ore e ore sotto quel sole è stato un incubo soprattutto al pensiero che dopo la sfacchinata non avrei visto comunque niente (e sentito poco da dove ero io). emozionata sulla banda e infastidita dai cori per vasco anche su di loro. starò invecchiando? ciao marco! mea

Marco Pagliettini said...

Ma tu dov'eri esattamente?
Grande Mea, ti aspettiamo per una pizza.

Anonimo said...

guarda io alle 4 di notte la sera prima ero a fare sopralluoghi, pochissima gente e per niente freddo, per quello se sapevo come sarebbe stato il giorno dopo ci dormivo. il giorno seguente per stare dietro al gruppo ugbf ci siamo mossi svariate volte, prima due ore fuori la piazza ad aspettare la gente, poi tutti alla destra della pensilina, sai quella dove stavano in piedi, causa sole ci siamo spostati perchè la musica rimbombava, si sentiva un "doppio" audio. allora parte opposta, dove si entra dagli archi in piazza davanti al maxischermo, due ore prima ci siamo rimossi per avvicinarci, proprio nei momenti dove fare un metro ci mettevi 20 minuti per finire dietro a degli alberi dove non si vedevano nemmeno i maxischermi. è stato tutto molto bello -_-