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domenica 3 maggio 2009

Habemus Vasco

Un altro capitolo della storia di Vasco passa agli archivi, anche la partecipazione al concerto del Primo Maggio, anno di grazia 2009, è ora un ricordo. Dieci canzoni (le nove annunciate + Un senso) per cinquanta minuti di musica.

Un Vasco emozionato, teso, quello che ha affrontato il popolo di Piazza San Giovanni. Dalla piazza, a distanze siderali, un puntino sul palco, un volto sullo schermo. Il concerto sembra scorrere via senza intoppi. Rivisto in tv, una sensazione diversa.

Sbaglia Vieni qui, si ferma su T’immagini, sbaglia ancora su C’è chi dice no. Fisicamente in grande forma, visibilmente dimagrito, forse sente la tensione della serata, di un palco non suo. La scaletta, tutto sommato, è bella. Non la mia ideale, ma non si poteva forse chiedere di più. La cover riesce bene, C’è chi dice no, con un arrangiamento “old style”, rinasce a nuova vita. E’ la volta buona che ci siamo liberati della marcetta degli ultimi dodici anni?

Del concerto di venerdì sera resteranno poi le citazioni berlusconiane. Una, quella su Non appari mai, ormai di routine. Le altre due nuove. La prima, su Vieni qui, innocua. La seconda, su T’immagini, comunque la si pensi, geniale. “Qui c’è qualcuno che ha sbagliato mestiere....non voglio mica dire che sia il Cavaliere per carità...”. La curiosità è che questa variazione di testo Vasco l’aveva già provata prima della data zero di Genova dello scorso anno. Poi, in tour, aveva invece optato per il testo tradizionale. E’ venuta bene per il Primo Maggio, in un contesto decisamente favorevole per una frecciata al presidente del consiglio.

Altri appunti in ordine sparso. Ancora una volta Vasco non presenta la band. Peccato. Però bravo Diego per il “ciao Imola” finale. Che confesso, con non poca vergogna, lì per lì non ho capito. Ciao Imola... ciao Gallo, che rivogliamo al più presto sul palco.

La nota negativa della serata: nessun ricordo di Massimo Riva. Il decennale della sua ultima esibizione live è passato sotto silenzio. Non ne conosco i motivi e non posso, né voglio, esprimere giudizi. Però, a me, è dispiaciuto tanto. E magari, non so, invece di “Un ragazzo di strada”, per carità carina, ben arrangiata, venuta bene, fare la cover di “Sangue nervoso”, per dirne una, avrebbe avuto un significato tutto diverso. Io la penso così.

Il video di T’immagini:



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