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domenica 31 maggio 2009

Come un angelo tu volerai...

Sono passati dieci anni da quella maledetta sera di maggio. Sono passati dieci anni da quel maledetto televideo che annunciava la morte di Massimo Riva, il “chitarrista di Vasco”. Una definizione, un’etichetta, che lo accompagnò per tutta la vita e che non l’ha abbandonato nemmeno dopo morto. Una definizione a dir poco riduttiva. Perché se Riva è stato il chitarrista di Vasco, è stato anche molte altre cose. Un autore, il leader di una band, un cantante solista capace di lasciare in eredità dei piccoli e preziosi episodi di un talento indiscutibile.

Ecco, a chi vuole conoscere Massimo Riva, io consiglio di ascoltare “Matti come tutti” e soprattutto “Sangue nervoso”, i suoi due dischi, quelli che più condensano le qualità di questo artista. Certo, poi ci sono anche tutte le cose fatte con e per Vasco, la Steve Rogers Band e “Comandante Space”, il disco uscito postumo. I tasselli di un percorso che purtroppo si è interrotto troppo presto.

Io ho il rammarico di aver visto il primo concerto di Vasco nel 1989, quando Riva era uscito dal gruppo. Ho dovuto aspettare fino al 1995, Rock sotto l’Assedio, per vedere Massimino sopra quel palco. Ho il rammarico, questo enorme, di non essere andato a vederlo quando venne, nei primi anni novanta, a fare un concerto a Sestri Levante. Ho invece avuto la fortuna di conoscere i suoi dischi subito, non come è successo a molti dopo la sua morte.

Ho avuto la fortuna e l’onore di incontrarlo e di scambiare due parole con lui nel 1998, fuori dal Teatro Ariston di Sanremo, in occasione del Premio Tenco. Ho il ricordo indelebile di quella serata, e poi della registrazione a Bologna di Taratatà, e poi ancora del concerto dell’Alcatraz del 1999. Furono di fatto le sue ultime esibizioni live, prima del concerto romano del Primo Maggio e poi della sua morte. Come non dimenticherò mai il concerto di Vasco a Perugia nel 1999, il primo senza Massimo, a pochi giorni dalla sua scomparsa. Quell’atmosfera da festa triste, l’attesa, le lacrime.

Massimo Riva vive nel ricordo di chi l’ha conosciuto, come uomo o come artista. Prima o dopo, non ha importanza. Vive nei suoi dischi, che restano, come la traccia indelebile del suo passaggio in questa vita. Resta, per molti, un artista da scoprire o riscoprire. Molto si potrebbe fare per farlo conoscere di più. A dieci anni dalla sua morte, il vuoto che ha lasciato tra i fans è ancora enorme. Niente e nessuno potrà colmarlo. Noi non lo dimentichiamo.



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venerdì 29 maggio 2009

E’ morto Nantas Salvalaggio

E’ morto oggi a Roma Nantas Salvalaggio. Il giornalista e scrittore avrebbe compiuto 86 anni a settembre. Il suo nome resterà per sempre legato a quello di Vasco per la polemica che contrappose i due nel 1980.

I fatti sono noti: Vasco appare all’interno di Domenica In cantando “Sensazioni forti” in collegamento dal Motorshow di Bologna. Pochi giorni dopo Salvalaggio pubblica un articolo di fuoco su Oggi contro Rossi e la Rai che l’ha mandato in onda.

La prima a risponderà sarà la madre di Vasco, con una lettera in difesa del figlio. Poi, nel 1982, arriverà “Vado al massimo” con il famoso verso su “quel tale che scrive sul giornale”. “Quel tale” che ritorna anche in “Blasco Rossi” del 1987, con Vasco che canta “a vedere se quel tale arrivava fin là in fondo...”. Dopo gli anni della polemica più aspra, ci saranno i tentativi di una pacificazione da parte di Salvalaggio. A quanto risulta mai accettati da parte di Vasco.

Rileggere quell’articolo del 1980 oggi fa quasi sorridere, se non altro per gli evidenti errori di previsione commessi dal giornalista. Ma non si può nemmeno negare come, in fondo, la polemica abbia anche giovato a Vasco, regalandogli una popolarità della quale all’epoca era ancora alla ricerca. Una partita, dunque, chiusa in pareggio.

Oggi che Salvalaggio non c’è più, viene a mancare un pezzo della storia anche di Vasco. Un tassello che, involontariamente, ha contribuito alla creazione di un mito per almeno tre generazioni.


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giovedì 28 maggio 2009

Vasco scrittore

Un’Ansa uscita ieri e captata oggi casualmente. Eccola integrale: “Vasco Rossi scrittore. Si intitola L'incantautore di serpenti il racconto che la rockstar ha scritto su invito di Satisfiction. La free press letteraria ideata da Gian Paolo Serino, distribuita in tutte le Feltrinelli e Fnac d'Italia. Dal 4 giugno tra gli oltre 40 collaboratori con recensioni 'soddisfatti o rimborsati' (se il lettore non e' soddisfatto dalla recensione del libro, Satisfiction lo rimborsa) e tra inediti importanti, spicca Vasco Rossi”.

Gian Paolo Serino qualche anno fa collaborò, per un breve periodo, con il sito ufficiale di Vasco. Poi sparì nel nulla. Almeno per i fans di Vasco, chiaro, perché ovviamente ha continuato a lavorare come giornalista ed autore.

Solo che questo “L’incantautore di serpenti” non mi suonava proprio del tutto nuovo. Un giro sui forum e la risposta è arrivata. Il racconto lo potete addirittura trovare sull’official. Alla voce “editoriali”, in data 15/06/2004. Uscì all’epoca sulla rivista Tutto, della quale Vasco fu per un numero nominato direttore.

p.s.: Non c’entra nulla con l’argomento del post di oggi e immagino che, per ovvi motivi, interesserà poco gli abituali lettori di questo blog. Che sicuramente il cd lo hanno già acquistato da mesi e mesi. Ma se ci fosse ancora qualcuno senza, beh, sappia che la Emi ha deciso di mettere in vendita alcuni suoi titoli ad un prezzo speciale. Fra questi anche “Il mondo che vorrei”, che da domani sarà nei negozi di dischi al prezzo di 9,90 euro.


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martedì 26 maggio 2009

Venerdì 29/05, “Vasco Real Tribute” a Calvari

Tributo a Vasco venerdì sera al Muddy Waters di Calvari. Sul palco i “Vasco Real Tribute”. Il concerto inizierà alle 23.30, l’ingresso costa 10 euro.

Confesso di non conoscere questa band, che sento nominare per la prima volta in questa occasione. Riporto quindi la descrizione che si trova sul sito jamforlive.it: "Vasco Real Tribute è la nuovissima realtà per i fans vascorossiani! Una nuova band collaudata ed esperta, dal suono potente e fedelissimo all'originale, unitasi dall'intento di stupire e regalare vere emozioni a tutti gli amanti di una delle più grandi rockstar del panorama italiano!".

"Gianni Imbrogno alle tastiere, Nick Lamberti alla batteria, Paolo Polifrone al basso e fiore all'occhiello Domenico Castaldi alle chitarre, considerato dalla critica uno dei migliori chitarristi rock italiani .Ma la vera forza arriva sulle prime parole cantate! Franco Sposato, incredibile sosia sia fisico che vocale del Blasco, già apprezzatissimo ed amatissimo nel sud Italia dove viene considerato una vera Star, Franco ha deciso finalmente di sbarcare anche al Centro-Nord Italia, e una cosa è certa.... Si farà notare...... Rimarrete a bocca aperta, ve lo garantiamo!!!”.


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sabato 23 maggio 2009

Tour in autunno nei palasport?

Se ne parla ormai da mesi, Vasco dovrebbe tornare in tour nei palasport il prossimo autunno. Le voci girano da tempo e le anticipazioni spesso si confondono con le bufale. Per questo abbiamo scelto di non riprendere mai notizie che, ad occhio, avevano ben poca credibilità.

Facciamo invece un’eccezione per un post apparso ieri sul forum di Vascoforever, sito generalmente credibile e serio. Sempre di indiscrezione si tratta, sia chiaro, ma a naso non sembra campata in aria.

Allora, il tour dovrebbe svilupparsi tra settembre e dicembre e toccare le seguenti città: Mantova (data zero), Milano, Torino, Firenze, Roma, Bologna, Ancona, Reggio Calabria e Caserta. Ovviamente con più date per ogni città.

Manca Genova, che invece tempo fa una buona fonte ci dava per probabile. Lasciamo ai lettori la facoltà di credere o non credere. Sul tour in sé le dieci sterline alla Snai ce le giocherei. Su luoghi e città staremo a vedere....


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giovedì 21 maggio 2009

Vasco Radicale

La notizie è fresca, di oggi. La diamo nuda e cruda, senza commento, presa pari pari da un'agenzia, perché ci sembra giusto così.

Per la ventitreesima volta consecutiva Vasco Rossi ha inviato la sua iscrizione al Partito Radicale. Ne ha dato notizia, commosso, dai microfoni di Radio Radicale Marco Pannella, al suo sesto giorno di sciopero della fame e della sete. ''Fa sempre così da ventitré anni. Prende dalle pubblicazioni del partito il vecchio vaglia e manda il suo conto corrente. Ci è arrivato oggi. L'ha spedito l'8 maggio. Grazie Vasco".

Pannella ha ringraziato anche il regista Marco Bellocchio per aver detto al Festival di Cannes che ''i radicali sono gli unici coerenti'' e che voterà la Lista ''Bonino-Pannella''.

(Fonte: Adnkronos.com)


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mercoledì 20 maggio 2009

Da Vasco a Ligabue, il ritorno di Massimo Poggini

Con “Vasco Rossi. Una vita spericolata” ha scritto il libro più bello e interessante dedicato al Blasco. Ora ci riprova con l’altra grande rockstar emiliana, Luciano Ligabue. E’ uscito oggi il nuovo libro di Massimo Poggini, intitolato semplicemente “Liga. La biografia”. Edito da Rizzoli, costa 19 euro, che non sono pochini, ma a sfogliarlo si ha la sensazione di avere tra le mani davvero un bel libro, che può tranquillamente piacere anche a chi non è un fan sfegatato di Ligabue, ma ha solo voglia di conoscere meglio il percorso di un artista che, piaccia o meno, ha comunque lasciato un segno profondo nella storia della musica italiana degli ultimi vent’anni.

Ma se ci occupiamo su questo blog dell’ultima fatica di Poggini è anche perché nel libro si parla in più occasioni di Vasco. Basta consultare l’indice dei nomi per scoprire che Rossi compare in ben tredici pagine del volume. Alcune sono citazioni “en passant”, prive di particolare significato. Ma almeno tre meritano un approfondimento.

La prima. Poggini ripercorre la storia della famosa polemica (e della successiva riappacificazione) esplosa tra Vasco e Ligabue nel 1999, subito dopo la morte di Massimo Riva. E lo fa sostanzialmente nel pieno rispetto di quella che è la versione ufficiale della vicenda. La morte di Massimo, la presentazione della sceneggiatura di Radiofreccia, le dichiarazioni di Ligabue riprese dalla stampa, la rabbia di Vasco, la lettera di “scuse” del Liga pubblicata dal Corriere della Sera, la successiva riappacificazione pubblica nel marzo del 2000 al Premio Italiano della Musica. Versione che accontenta tutti, ma che pure lascia qualche ombra. Alla fine, copione visto e rivisto non solo in ambito musicale, la colpa ovviamente è dei giornalisti, esseri gretti e senza cuore capaci di “speculare sulla morte di un musicista, imbastendo polemiche di bassa lega”. Premesso che ho sempre creduto alla buona fede di Ligabue, e premesso che non ho mai condiviso la scelta di Vasco di rispondere a caldo e così duramente a quelle dichiarazioni, a dieci anni di distanza continuo a pensare che Ligabue fu quanto meno incauto nel dire quello che disse, sbagliando completamente i tempi di un intervento, in quel frangente, del tutto fuori luogo. E continuo a pensare che Ligabue invece che “scusa ma” avrebbe dovuto dire “scusa” e stop.

La seconda. Episodio altrettanto famoso. Il concerto di Campovolo, i problemi di audio, un gruppetto di spettatori che un po’ per protesta, un po’ per sberleffo, canta in coro Albachiara. Poggini fa commentare l’accaduto ad uno degli organizzatori del concerto, Claudio Trotta: “Secondo me quella era una cosa organizzata. Non ho prove, ma sono convinto che qualche fan club di Vasco abbia acquistato un po’ di biglietti con l’idea di venire a dar fastidio. Del resto che la rivalità tra le opposte tifoserie sia forte è cosa risaputa”. Ora, è vero che l’Italia è il paese delle dietrologie, che il mio fallimento è sempre colpa del complotto di qualcun’altro, e che probabilmente l’uomo non è mai stato sulla Luna, ma una ricostruzione così demenziale rasenta quasi l’idiozia. Ma visto che il fantasy gode di ottima salute, il signor Trotta ha un futuro assicurato. Ne siamo lieti per lui.

La terza. Questa per i fan di Vasco è la vera chicca del libro. La registrazione di un colloquio telefonico avvenuto nel 1995 tra Rossi e Ligabue. Non si tratta di un inedito, perché lo scambio di opinioni è già stato pubblicato su “Bar Mario”, la fanzine del Ligabue Fan Club, ma di un reperto poco conosciuto certamente sì. Un po’ come Coppi e Bartali che si incontrano al Musichiere, così le due rockstar italiane che da anni dividono fan e coscienze, dialogano amabilmente del più e del meno, parlando di radio, televisione e musica. Da leggere.




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martedì 19 maggio 2009

La canzone di Diego Spagnoli

Come è nata lo racconta lo stesso Diego Spagnoli sul suo sito: “Ho deciso di fare una canzoncina nel giro di 3 ore e pubblicarla in occasione del 3000mo amico di Facebook”. Poi ha inviato il video a Talent1, programma web di Italia Uno fatto di “ritagli vari presi e spediti dalla rete”.

Se ora siete curiosi di ascoltare la canzone e guardare il video, non vi resta che cliccare qui: http://www.talent1.mediaset.it/talentone/video/videotalent_25679.shtml?flash
E se poi il tutto è stato di vostro gradimento, votate!


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lunedì 18 maggio 2009

Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri caro Vito, tanti auguri a te!

Sembra incredibile, ma è già passato un anno. Il 18 maggio del 2008 erano 50 e ora sono 51!! Stiamo ovviamente parlando degli anni del signor Vito Lizza, patron della “Pizzeria Verdi A Tutto Vasco” grazie alla quale questo blog esiste e sta in piedi.

Ma c’è ancora una cosa più incredibile del tempo che passa: Vito resta sempre uguale!! (come del resto potete constatare osservando la foto a destra e poi quella pubblicata il 18 maggio dello scorso anno: è identico!!). E allora, diciamo tutti in coro, buon compleanno Vito, cento di questi giorni!

Ed ora il regalo. Dopo la poesia dello scorso anno, quest’anno un’anticipazione in esclusiva. Abbiamo scoperto quale sarà, dopo “Un ragazzo di strada”, la prossima cover di Vasco. E, incredibile ma vero, sarà la canzone in assoluto preferita da Vito!!! Ma c’è di più: secondo le indiscrezioni filtrate da Pieve di Cento sembra infatti che Vasco cambierà il testo ed invece di “Gianni” dirà “Vito”. Forza, all together now!

venerdì 15 maggio 2009

L’angolo delle tribute band: domani sera Radio Paxi a Varazze

Un sabato sera con la musica di Vasco. La proposta arriva dal Takabanda di Varazze, dove domani sera suoneranno i Radio Paxi. Il locale è carino, l’acustica ottima, la band molto brava: ci sono tutti gli ingredienti per una bella serata, con in sottofondo la musica del Blasco.

p.s.: Non c’entra nulla, ma anche questa settimana la newsletter della Emi ci regala una perla. Si parla di “Colpa del whisky”. Al primo che la indovina, marinara in omaggio: “E’ il quarto singolo per le radio tratto dall’album “Il mondo che vorrei” che, dopo la straordinaria partecipazione al Concertone del 1 maggio assume oggi anche un particolare significato di ‘un’oasi di speranza e di musica”.


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martedì 12 maggio 2009

Gli inediti di Vasco: Se il giorno fosse sera

Esaurita la sbornia del Primo Maggio, e nel mentre internet si popola di “fantasie che volano libere”, tanto divertenti quanto poco credibili, torniamo a riprendere in mano le fila del discorso “inediti”, solo temporaneamente abbandonato qualche tempo fa. E ripartiamo ancora dal famoso demo del 1975. La canzone che proponiamo è “Se il giorno fosse sera”. Vasco accompagnato dalla sola chitarra canta “piantala vecchio pazzo che sei, disturbi gli altri lo sai...”.




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venerdì 8 maggio 2009

Nutella e Vasco, che sabato sera a Bogliasco!!

Sabato sera e domenica sera, in località Poggio di Bogliasco, si rinnova l’appuntamento con la Sagra della Nutella, giunta quest’anno alla sua tredicesima edizione.

E già il nome “Nutella” da solo è in grado di richiamare folle oceaniche. Ma c’è di più. Perché domani sera ci sarà anche la musica di Vasco. Sul palco saliranno i nostri amici “Tropico del Blasco”, ottima tribute band genovese della quale più volte abbiamo parlato in questo blog.

Difficile immaginare un sabato sera migliore, o no?


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giovedì 7 maggio 2009

Il nuovo singolo e la “meravigliosa” newsletter della Emi

Sarà “Colpa del whisky” il nuovo singolo di Vasco. Il quinto tratto da “Il mondo che vorrei”, dopo la canzone che dà il titolo all’album, “Gioca con me”, “E adesso che tocca a me” e “Vieni qui”.

Secondo la newsletter della Emi (casa discografica di Vasco) la canzone passerà nelle radio dal 15 maggio, anche se diverse emittenti hanno in realtà iniziato a trasmetterla già da alcuni giorni. Ma questi sono dettagli. Perché la newsletter da poco recapitata alla mailing list della Emi contiene questa volta una perla davvero indimenticabile.

Ecco il testo integrale: “"Colpa del whisky" sarà il nuovo singolo estratto dall'album "Il mondo che vorrei" che ci accompagnerà in radio a partire dal 15 Maggio. Oltre 800 mila persone è questo il numero dei presenti in piazza San Giovanni, per il tradizionale concerto del Primo Maggio, un grande successo e fan in delirio. Vasco è salito sul palco sulle note di "Stupendo". In scaletta "Non appari mai", "Vieni qui", "Sono un ragazzo di strada", "T'immagini", "Sally", "C'è chi dice no", "Gli spari sopra" e "Il mondo che vorrei". A sorpresa Vasco ha cantato anche "Un Senso" e "Non ti muovere" inizialmente non inserita tra i brani in scaletta. Al numero uno della classifica dei DVD più venduti in Italia con OLTRE 160.000 COPIE VENDUTE. Il DVD è 8 VOLTE PLATINO Il Mondo Che Vorrei Live conferma Vasco top seller del mercato musicale italiano”.

Ora, si può anche sorvolare sul fatto che “Sono un ragazzo di strada” si chiama in realtà “Un ragazzo di strada” e basta, perché il titolo di questa canzone lo stanno sbagliando un po’ tutti, e pace. Ma che canzone sarebbe “Non ti muovere”?!?

Vabbè, per i più distratti, il nuovo singolo, firmato Rossi/Casini-Rossi/Casini:



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mercoledì 6 maggio 2009

E ora... cosa succederà?

Passato l’entusiasmo per il concerto di Piazza San Giovanni, cosa offrirà il futuro ai fans di Vasco? La prima notizia, certa, è l’uscita di una compilation del concerto del Primo Maggio, che conterrà una canzone a testa dei principali artisti tra coloro che si sono esibiti quest’anno a Roma.

Fra questi ci sarà anche Vasco, che ha dato la sua adesione al progetto. Il disco uscirà per la neonata etichetta “Alice Records”, il ricavato sarà devoluto al fondo per le borse di studio destinate ai figli dei caduti sul lavoro.


Molta più incertezza c’è invece in merito ad un eventuale tour. A meno di sorprese dell’ultima ora, la prossima estate non ci saranno concerti di Vasco. Tutte le voci, fino a pochi giorni fa, erano concordi nell’indicare come probabile un tour autunnale nei palasport. Poi è arrivata una dichiarazione di Vasco, giusto alla vigilia del concerto romano, che ha un po’ sparigliato le carte.

Questa del Primo Maggio sarà la mia unica esibizione dell’anno. Per la prossima penso che rinuncerò agli stadi, troppa pressione per un solo concerto. Voglio farne di meno lunghi e in posti più piccoli dove posso guardare la gente da vicino”.

Dalle parole di Vasco arriva una conferma piuttosto esplicita all’ipotesi che il prossimo tour si svolga nei palasport. Ma il Blasco dice anche che quella del Primo Maggio sarà la sua unica esibizione dell’anno. Tutto rinviato dunque?

Da un lato abbiamo una marea di voci che dicono “autunno” (e Genova sarebbe in pole position per ospitare una tappa del tour), dall’altro le parole di Vasco sembrano rimandare tutto al 2010. Conclusioni? Tanti dubbi e poche certezze. Per il momento la domandaQuando il prossimo tour di Rossi?” resta senza risposta.


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lunedì 4 maggio 2009

Riflessioni sul Primo Maggio

Premesso che non ho mai creduto ai numeri del Primo Maggio e che anche gli 800.000 spettatori annunciati quest’anno mi sembrano un po’ oltre alla realtà, è indiscutibile che la folla di piazza San Giovanni è davvero impressionante. Perché la piazza è grande e venerdì scorso era tutta piena, ma in più bisogna anche contare la gente, tantissima, sparsa nelle vie d’accesso. Un mare di persone per il concerto e soprattutto per Vasco. Un’esperienza tanto bella, quanto faticosa. Divertente, molto. Ma arrivare alle 22 non è stato facile... La piazza si è riempita nel primo pomeriggio, ad ogni ora che passava il numero degli spettatori aumentava. E fisiologicamente diminuiva lo spazio vitale, quei pochi centimetri di terreno da difendere ad ogni costo pena l’asfissia. A notevole distanza dal palco, si ritiene doveroso precisare.


L’attesa è stata lunga. Anche perché il programma del pomeriggio, salvo i sempre dignitosi Nomadi, non ha offerto degli spettacoli memorabili. Artisti da Primo Maggio, uno in fila all’altro, amati da una fetta di pubblico, meno da un’altra. Il concertone è lo specchio di un’Italia divisa in due, è l’immagine di un’Italia che ama la Bandabardò (tanto per fare un nome), tanto quanto per l’altra parte del Paese lo stesso gruppo è sconosciuto o indigesto.


Decisamente meglio la parte serale dello show. Il supergruppo formato da Manuel Agnelli, Cristiano Godano e Samuel ha offerto un set davvero molto bello. Nella quasi totale indifferenza. Peccato. Ha invece fatto esplodere la piazza Caparezza, e sarebbe forse necessaria un’indagine sociologica per capire i motivi di tanto entusiasmo per l’ex Miky Mix, ma lasciamo il compito a qualcuno più qualificato di me. Fatto sta che tutti, ma proprio tutti, volenti o nolenti (stare fermi poteva significare la morte) si sono ritrovati a saltare cantando “vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia”. Il momento più toccante è stato senz’altro quello della banda abruzzese che ha suonato “Il mondo che vorrei”. Poi la PFM, ormai tribute band ufficiale di De Andrè, ma comunque meravigliosa. Certo è strano che a cantare “Impressioni di settembre” sia stato Cristiano Godano nel set precedente e non la stessa PFM.

E poi finalmente è arrivato il turno di Vasco. E’ stato come aprire il libro dalla parte giusta, razionalizzare la fatica e la sofferenza di un’attesa infinita. Cinquanta minuti per godere. La piazza ha risposto bene, tutto sommato la partecipazione è stata buona, considerando che comunque non era un concerto di Vasco e basta. Audio così così, non pessimo comunque. Certo la voce del Blasco arrivava a malapena, ma a coprirla era il pubblico, non tanto un’amplificazione scadente. Poi, finito il concerto di Rossi, la gente ha iniziato a sfollare, nonostante la serata andasse avanti. Sì, la conferma che buona parte della folla era lì solo per il Blasco. E forse allora i fans del Primo Maggio avevano ragione a lamentare una certa estraneità di Rossi (e del suo pubblico) alla manifestazione. Ma tutto sommato anche il concertone ha avuto il suo bel tornaconto, basta leggere i numeri dell’auditel per averne la conferma. Tutti felici dunque. E contenti di avere vissuto questa esperienza. Che una volta nella vita va fatta. Due, beh, forse no. Ma una sì, la consiglio.



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domenica 3 maggio 2009

Habemus Vasco

Un altro capitolo della storia di Vasco passa agli archivi, anche la partecipazione al concerto del Primo Maggio, anno di grazia 2009, è ora un ricordo. Dieci canzoni (le nove annunciate + Un senso) per cinquanta minuti di musica.

Un Vasco emozionato, teso, quello che ha affrontato il popolo di Piazza San Giovanni. Dalla piazza, a distanze siderali, un puntino sul palco, un volto sullo schermo. Il concerto sembra scorrere via senza intoppi. Rivisto in tv, una sensazione diversa.

Sbaglia Vieni qui, si ferma su T’immagini, sbaglia ancora su C’è chi dice no. Fisicamente in grande forma, visibilmente dimagrito, forse sente la tensione della serata, di un palco non suo. La scaletta, tutto sommato, è bella. Non la mia ideale, ma non si poteva forse chiedere di più. La cover riesce bene, C’è chi dice no, con un arrangiamento “old style”, rinasce a nuova vita. E’ la volta buona che ci siamo liberati della marcetta degli ultimi dodici anni?

Del concerto di venerdì sera resteranno poi le citazioni berlusconiane. Una, quella su Non appari mai, ormai di routine. Le altre due nuove. La prima, su Vieni qui, innocua. La seconda, su T’immagini, comunque la si pensi, geniale. “Qui c’è qualcuno che ha sbagliato mestiere....non voglio mica dire che sia il Cavaliere per carità...”. La curiosità è che questa variazione di testo Vasco l’aveva già provata prima della data zero di Genova dello scorso anno. Poi, in tour, aveva invece optato per il testo tradizionale. E’ venuta bene per il Primo Maggio, in un contesto decisamente favorevole per una frecciata al presidente del consiglio.

Altri appunti in ordine sparso. Ancora una volta Vasco non presenta la band. Peccato. Però bravo Diego per il “ciao Imola” finale. Che confesso, con non poca vergogna, lì per lì non ho capito. Ciao Imola... ciao Gallo, che rivogliamo al più presto sul palco.

La nota negativa della serata: nessun ricordo di Massimo Riva. Il decennale della sua ultima esibizione live è passato sotto silenzio. Non ne conosco i motivi e non posso, né voglio, esprimere giudizi. Però, a me, è dispiaciuto tanto. E magari, non so, invece di “Un ragazzo di strada”, per carità carina, ben arrangiata, venuta bene, fare la cover di “Sangue nervoso”, per dirne una, avrebbe avuto un significato tutto diverso. Io la penso così.

Il video di T’immagini:



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