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mercoledì 20 agosto 2008

Intervista a Massimo Poggini

Massimo Poggini Vasco Rossi libro intervista biografia esclusiva nazionaleMassimo Poggini: chiavarese, giornalista di Max, autore del più bel libro mai scritto su Vasco. Per uno di quei casi fortuiti della vita che capitano una volta ogni 8.231 anni, e grazie alla fondamentale intermediazione degli amici della Pizzeria Verdi, ho avuto l’onore di porgli alcune domande. L’avevamo annunciata ed ora eccola qua: l’intervista a Massimo Poggini.

Come hai conosciuto Vasco? Ti ricordi il primo incontro?
"Me lo ricordo bene, anche se sono passati quasi trent´anni: era il 9 agosto 1979, un giovedì. Eravamo a Bussoladomani di Viareggio. Io ero un giornalista alle prime armi, lui uno che veniva giù dalla montagna e non se lo filava ancora nessuno. Legammo subito. Forse la scintilla scattò perché ero l´unico, a parte quelli della sua casa discografica, che conosceva le sue canzoni: aveva appena pubblicato il secondo album, Non siamo mica gli americani, e quel giorno cantò Albachiara in playback. Finita la serata, lui e la sua addetta stampa dell’epoca, Marisa Caravati, mi accompagnarono fino alla stazione di La Spezia: io all´epoca abitavo a Chiavari".

Hai seguito molto da vicino i primi anni della carriera di Vasco. Immaginavi quello che sarebbe successo da allora al 2008?
"Ero sicuro che ce l´avrebbe fatta a imporsi, ma per immaginare un successo così clamoroso ci sarebbe voluta la sfera di cristallo. Comunque le basi le ha messe allora, a forza di esibirsi in locali semivuoti. Ma aveva una tale forza interiore che diceva a se stesso: qui tornerò l´anno prossimo e farò il pieno. Cosa che succedeva regolarmente, perché quando lo vedevi in azione ti stregava letteralmente, quindi si innescava il passaparola".

Il tuo libro "Vasco Rossi... Una vita spericolata" a distanza di quasi 25 anni viene ancora considerato una pietra miliare per conoscere il personaggio Rossi. Perché?
"Credo perché è la biografia più esauriente sul periodo iniziale della sua carriera, quella che racconta passo dopo passo i primi successi, ma anche le delusioni e i sogni. Ho avuto la fortuna di frequentarlo assiduamente, e quella frequentazione mi ha permesso di diventare testimone oculare dell’origine di un mito... Vi dò una notizia in anteprima: dopo che un ampio estratto del mio libro è uscito come allegato a Max, a settembre la Rizzoli lo ripubblicherà nuovamente. Questa volta in edizione integrale, con tanto di diario di Vasco e la sceneggiatura mai realizzata del fumetto Bollicione".

Massimo Poggini Vasco Rossi libro intervista biografia esclusiva nazionaleCome reagì Vasco quando uscì il libro?
"Quando uscì il libro, la prima reazione di Vasco fu demoralizzante: a chi gli domandava cosa ne pensasse, rispondeva che lo trovava cupo, che non ci si rispecchiava, che c´erano molti episodi che non avrebbe voluto rendere pubblici. Invece i fan lo accolsero subito benissimo e molti giornali gli dedicarono grandi spazi. In ogni caso per un certo periodo i nostri rapporti si raffreddarono. Ma col passare degli anni so che ha cambiato idea. Me lo ha confermato personalmente, durante l´after show del primo dei due concerti che ha fatto quest’anno a San Siro ».

Nel 1998 hai consegnato a Vasco la Targa Tenco. Un premio come tanti altri o per lui ebbe un significato speciale?
"Per lui è stato senz’altro un momento molto particolare: è stata una grande rivincita rispetto ai cosiddetti `addetti ai lavori´ che per troppo tempo lo hanno snobbato: oggi è incredibile a dirsi, ma nei primi anni Ottanta molti colleghi mi prendevano in giro a causa di quella frequentazione e degli articoli che scrivevo su Vasco".

L´artista Vasco Rossi nel 2008 ha ancora qualcosa da dire?
"Certo che ha qualcosa da dire, altrimenti come si spiegherebbero gli stadi pieni e le centinaia di migliaia di copie del disco che continua a vendere".

L´uomo Vasco Rossi nel 2008: cosa rimane del ragazzo che hai conosciuto tanto tempo fa?
"Ovviamente nel frattempo sono successe un sacco di cose: ha tre figli grandi, vive con una donna da vent’anni, mangia regolarmente e a una certa ora va a dormire. Ma le idee, i propositi e la rabbia sono gli stessi. Semmai adesso c´è più consapevolezza, che spesso si traduce in amarezza... Rileggendo il mio libro ho ritrovato alcuni pensieri che Vasco continua a esprimere, magari in forma più compiuta, ma il concetto di base è identico. Sbobinando l´ultima intervista che gli ho fatto, lo scorso febbraio a Los Angeles, continuavo a sorprendermi su quante similitudini ci fossero tra il Vasco di ieri e quello di oggi".


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3 Comments:

cisco said...

bravi!!!!!!!

diciamo che ci vorrebbe qualcosa come un seguito......

sperem

Anonimo said...

Bel colpo Marco!
Tutto molto interessante!
Alberto

Anonimo said...

bella storia... anche a me piacerebbe conoscerlo così bene, invece lo seguo da più di 10 anni, ma non l'ho maiincontrato
Ila81