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martedì 15 luglio 2008

Locarno: una grande avventura (terza parte)

Come in “Guerre Stellari”, ora torniamo indietro, perché la storia del concerto di Locarno ha un prequel, per chi l’ha vissuto forse ancora più divertente ed interessante del concerto stesso. Perché Locarno non è un posto qualsiasi. Il viaggio fila via liscio, e poco prima di raggiungere la meta ci fermiamo in un invitante ristorantino, dove degusto il più cospicuo piatto di gnocchi che la storia dell’umanità ricordi.

Arrivati a Locarno inizia la perlustrazione turistica della cittadina sulla riva del Lago Maggiore. La scoperta dell’esistenza di una funicolare ci fa partire all’avventura. In cinque minuti raggiungiamo quota 400 metri, ma il bello deve ancora arrivare. Sì, perché proprio dove termina la sua corsa la funicolare, parte la funivia che ci porterà a quota 1.300 metri! Da lì, un panorama mozzafiato, in un paesaggio heidesco, ad un passo dal paradiso.

Rientrare alla base è difficile, ma l’approssimarsi del concerto mi consola smentendo uno dei più classici luoghi comuni: l’organizzazione svizzera non è affatto perfetta. Mentre sono già passate le 19 (ora ufficiale d’apertura dei cancelli) e siamo regolarmente in coda, ecco che da un lato della piazza la gente “sfonda” e si va a posizionare sotto al palco. Alla faccia di chi magari da ore è in coda sotto al sole. E’ tutto documentato, grazie a Youtube. (fine)




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