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lunedì 14 aprile 2008

Vasco, una critica per te

"Quando il rocker dice il peccato e non il peccatore" è il titolo di un articolo che compare a pagina 34 de La Stampa di oggi, firmato Andrea Scanzi. Significativo il sottotitolo: "Vasco e Ligabue tengono famiglia".
"Chi sono i rocker italiani e perché non parlano male di nessuno", si chiede l'articolista in apertura di pezzo. Per poi proseguire: "Nè Vasco nè Ligabue gradiscono che li si metta a confronto, ma è sintomatico come entrambi, nell'anno in cui il potere italiano pare ai minimi livelli di credibilità e quindi più criticabile, abbiano scritto due canzoni di denuncia solo nelle intenzioni". Il riferimento, per quanto riguarda Vasco, è a "Il mondo che vorrei", per Ligabue a "Buonanotte Italia".
Vediamo cosa scrive Scanzi relativamente a Rossi:

"Ed è sempre quello che non si farebbe che farei", canta Vasco, sempre più impigliato nella filastrocca ripetitivo-snervante, "quando dico che non è così il mondo che vorrei". Con chi ce l'ha? Con chi se la prende? Non si sa, non si capisce. Guai a fare nomi e cognomi, guai ad andare oltre l'anafora allusiva e il rimpianto per il bel tempo che fu. La poetica di Vasco è così: da una parte lui, il sognatore contro tutto e contro tutti, dall'altra il mondo reazionario ("Non si può fare quello che si vuole/non si può spingere solo l'acceleratore/guarda un po' ci si deve accontentare/qui si può solo perdere/e alla fine non si perde neanche più"). L'approccio di Vasco, chioserebbero i politologi, è qualunquista. In apparenza ribelle, nei fatti attentissimo a non ferire: nient'altro che la reiterazione del "piove governo ladro". Eppure il rock sarebbe la musica del diavolo, o anche solo della protesta....

Scanzi continua quindi ricordando come "i sessantenni Rolling Stones, di recente le hanno suonate a Bush" e definisce il rock italiano "nostalgico-disinnescato".
Ancora un pezzo dell'articolo:

Mai come oggi, riprendendo Fabrizio De Andrè, sarebbe auspicabile che le lingue dei cantori, siano essi rocker o burattinai di parole, "battessero i tamburi". E invece nessuno si schiera fino in fondo, tutto vira al mugugno. Ugole disinnescate, rocker politicamente corretti: perfetti per il veltrusconismo. Chissà che il loro successo, perdurante e innegabile, non derivi proprio da questo saper interpretare "al meglio" l'atavica inclinazione borbottante-qualunquista dell'italiano medio.


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2 Comments:

Giuse said...

Mi spiace per lei caro Signor Scanzi...
...lei è un esempio di coloro che Vasco lo hanno sempre "ascoltato" e mai sono riusciti a "sentirlo"...
...ed è un peccato perchè per lui parlano le canzoni...
...ma come dire..non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...!
Giuse

Rocco said...

"Qui non esistono problemi, qui siamo tutti belli e sani, votiamo tutti Berlusconi!!!"
Se questo non è schierarsi allora non so più che dire...e cmq basta leggere qualche intervista, insomma informarsi un pochino